Ricercatori dell'Università di Edimburgo (Scozia) e dell'Università Keio (Giappone) hanno sequenziato il DNA di due specie di tardigradi, scoprendo nuove informazioni sui geni che li rendono così speciali e resistenti. I tardigradi, infatti, conosciuti anche col nomignolo di “orsi d'acqua” per il loro aspetto goffo e bizzarro, sono minuscoli organismi – arrivano al massimo a 1,5 millimetri – noti per la loro incredibile sopportazione alle condizioni estreme. Non a caso un recente studio dell'Università di Oxford ha suggerito che, in caso di immensa catastrofe astronomica sulla Terra, essi sarebbero gli unici a sopravvivere sino alla “morte” del Sole.

Per capire quanto sia eccezionale la loro resistenza, basti pensare che i tardigradi possono sopravvivere in un range di temperature tra i – 200° centigradi e i 150° centigradi; rinchiusi in un blocco di ghiaccio; esposti al vuoto dello spazio; senz'acqua per decenni; nell'alcol bollente; sottoposti a pressioni immense (di varie volte superior a quella sperimentabile nella Fossa delle Marianne) e bersagliati da radiazioni mille volte più potenti di quelle che ucciderebbero un uomo. Insomma, sono praticamente “immortali”, ed è per questo che gli scienziati sono interessati alla loro biologia da decenni.

Nonostante le incredibili capacità di sopravvivenza, questi animali non lasciano fossili, dunque sono difficili da classificare rispetto agli altri organismi. Grazie allo studio sul genoma delle specie Hypsibius dujardini e Ramazzottius varieornatus è stato possibile determinare la vicinanza genetica con i vermi onicofori, invertebrati tubulari caratterizzati da piccole “zampe”. Sino ad oggi si riteneva fossero parenti degli artropodi, vista la presenza delle quattro paia di zampe, ma alcune analisi, come ad esempio quella sui cosiddetti geni HOX, ha dimostrato la maggior vicinanza con i vermi.

Il sequenziamento del genoma ha anche permesso di scoprire che il loro DNA è “normale”, e non una sorta di ibrido tra diversi corredi genetici strappati da batteri e altri microorganismi, come sostenuto sino ad oggi. Tale condizione, infatti, si riteneva fosse alla base della loro resistenza. Gli studiosi guidati da Mark Blaxter e Kazuharu Arakawa hanno inoltre scoperto quali sono i geni coinvolti nei processi che permettono ai tardigradi di sopravvivere senz'acqua per decenni; il passo successivo è quello di individuare le proteine che regolano il meccanismo, comprese quelle che proteggono il DNA dalle radiazioni. Per gli studiosi, che hanno pubblicato i risultati della ricerca su Plos Biology, lo studio di queste proteine potrebbe sfociare in applicazioni avveniristiche in campo medico e biotecnologico.

[Credit: Kazuharu Arakawa e Hiroki Higashiyama]