La bomba "atomica in miniatura" di Kim Jong Un fa notizia già da un anno anche in diversi siti dediti al clickbait, con tanto di foto dove il dittatore viene immortalato vicino al supposto ordigno. Mentre col recente inasprirsi della crisi tra Corea del Nord e Stati Uniti troviamo nelle testate più autorevoli la definizione di "miniaturizzazione", ben più corretta. Parallelamente da diversi anni emergono rivelazioni riguardo alla possibilità di creare bombe nucleari trasportabili in una valigetta o dentro uno zaino. Di una tecnologia del genere – per quanto teoricamente possibile – non ci risulta al momento alcun dato accertato, anche perché non sarebbe conveniente. Fin dal 2009 diverse indiscrezioni parlano di bombe prodotte dal governo nordcoreano trasportabili dentro degli zaini, cosa che può suscitare comprensibili ansie, per quanto indimostrate.

Il mistero della foto di Kim con l'atomica.

La foto di Kim Jong Un con la "bomba in miniatura" è stata oggetto di non pochi sospetti fin da quando venne messa in circolazione a partire dalla pubblicazione del The Japan Time. E' una immagine autentica – magari interpretata male – oppure un foto-ritocco? In entrambi i casi possiamo comprendere l'efficacia di una immagine del genere, nella nazione che maggiormente risente della presenza così ravvicinata di un paese come la Corea del Nord. L'immagine è stata rilasciata dallo stesso governo di Pyongyang. Tuttavia ad oggi non c'è modo di sapere se rappresenti un ordigno reale oppure una mossa propagandistica. La foto insomma non è un dato rilevante.

Bombe in miniatura e miniaturizzazione.

Quel ch'è certo è che non si parla di bombe in miniatura, ma di miniaturizzazione delle stesse. Si è parlato spesso di "bombe da zaino" e anche più piccole, trasportabili da qualsiasi terrorista o agente segreto, ma ad oggi non risulta l'effettivo impiego di tecnologie del genere. Per adesso abbiamo solo articoli teorici, come quello del Center For Defense Information (Cdi); pubblicato un mese dopo gli attentati dell'11 settembre. Il documento si domanda se esistesse la possibilità che i terroristi potessero arrivare ad usare armi atomiche in miniatura, trasportabili in una valigetta. Qualche anno prima, nel 1997, una presunta gola profonda dell'ex regime sovietico aveva rilasciato dichiarazioni riguardo al possesso da parte di Mosca di alcune bombe nucleari da zaino. La fonte era il consulenze della sicurezza nazionale russa Alexander Lebed. A parte congetture o libri dove si enunciano rivelazioni di questo tipo, non esistono dati che confermano l'esistenza di armi del genere. Lo stesso governo russo ha smentito le dichiarazioni di Lebed.

Possibilità teorica e impiego reale.

La possibilità teorica di produrre ordigni miniaturizzati al punto da stare in una valigetta è reale, tuttavia vi sono due svantaggi: l'eccessivo peso (almeno 45Kg) e la scarsa resa della detonazione (190 ton, vale a dire meno di due decimi di chilotone: un chilotone corrisponde all'energia di mille tonnellate di tritolo). Al momento la testata nucleare più leggera di cui conosciamo l'esistenza appartiene agli Stati Uniti, si tratta della W54. La miniaturizzazione di cui si parla tutt'oggi riguarda la tecnologia necessaria a caricare una testata nucleare in un missile che la trasporti, non dobbiamo immaginarci dei coreani che vanno in giro con bombe atomiche nello zaino o in valigia. Ad oggi una tecnologia del genere sarebbe troppo complessa e costosa da costruire, a fronte della scarsa potenza e del peso eccessivo.