Un asteroide chiamato 2017 GM alle 12:31 del 4 aprile è transitato  ad appena 16 mila chilometri sopra le nostre teste, una distanza che è 0,04 volte quella che ci separa dal nostro satellite naturale, la Luna. Si è trattato di uno dei dieci passaggi più ravvicinati mai registrati, da quando viene tenuta traccia di queste affascinanti – e potenzialmente molto pericolose – ‘visite', nello specifico, l'asteroide si è piazzato sesto, secondo l'Unione Astronomica Internazionale Minor Planet Center. Come avviene spesso in questi eventi, l'asteroide è stato scoperto nell'imminenza del passaggio ravvicinato, nello specifico 2017 GM è stato intercettato il 3 aprile 2017 dal progetto di ricerca Mount Lemmon Survey. Condotto dal Lunar and Planetary Laboratory dell'Università dell'Arizona, è un programma volto ad individuare asteroidi, comete e altri NEO (Near-Earth Object), che dal 2004 lavora di concerto al Catalina Sky Survey e con il NEO-WISE della NASA.

L'asteroide fotografato da Gianluca Masi del Virtual Telescopein foto: L'asteroide fotografato da Gianluca Masi del Virtual Telescope

Fortunatamente 2017 GM, che è lungo appena quattro metri, non ha rappresentato alcun pericolo per la Terra: la sua orbita infatti era del tutto sicura, come sottolineato nell'imminenza del passaggio dall'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e autore dello scatto che trovate in questa pagina: “È bene precisare che non ci sono rischi d'impatto perchè sappiamo che la distanza, per quanto ravvicinata, lo manterrà al di sopra della superficie terrestre”. L'asteroide è stato fotografato grazie a un osservatorio che si trova a 1300 metri sopra il livello del mare, nel deserto di Sonora, e fornisce uno dei migliori cieli del mondo per tenere sotto controllo i cosiddetti NEO.

[Immagine di Frantisek_krejci]