in foto: Giovane honduregno con febbre di Dengue.

La febbre dei Mondiali non è soltanto quella che lega i tifosi all'evento calcistico più importante sul pianeta, ma, per l'edizione 2014 in Brasile, è anche una malattia infettiva che, secondo l'infettivologo Simon Hay dell'università britannica di Oxford, potrebbe coinvolgere migliaia di persone. Il virus Dengue, infatti, raggiungerà il picco di diffusione nel periodo dei Mondiali in Brasile in dodici città, tra le quali tre – Fortaleza, Natal e Salvador – ospiteranno diverse partite del campionato calcistico. Lo studioso britannico ha scritto un appello su Nature affinché le autorità non sottovalutino il problema, tanto più che non esiste una vaccinazione efficace contro Dengue: "la Fifa, le autorità brasiliane e gli sponsor della Coppa del Mondo – ha aggiunto – dovrebbero far leva sulla loro influenza ed esperienza per comunicare il rischio".

La Dengue è un virus di origine tropicale trasmesso dalle zanzare del genere Aedes che causa febbre, mal di testa e dolori articolari, associati talvolta ad eruzioni cutanee e in pochissimi casi a febbri emorragiche potenzialmente letali. Tra il 1960 e il 2010 l'incidenza di questo virus è triplicata, probabilmente per effetto dell'urbanizzazione e del conseguente aumento della concentrazione abitativa. In assenza di un vaccino, la soluzione passa necessariamente per la prevenzione – osserva l'infettivologo – ragion per cui bisogna procedere con un programma finalizzato all'eliminazione delle zanzare portatrici del virus. "Non voglio dissuadere le persone ad andare alla Coppa del Mondo – avverte Hay -, il mio obiettivo è informare gli spettatori sui rischi e su come possono proteggersi".