in foto: Immagine NASA delle recenti scoperte

Ennesimo successo per Kepler, telescopio spaziale NASA sempre al lavoro per monitorare oltre 150.000 Stelle al di là del nostro Sistema Solare e scovare nei dintorni di esse Pianeti potenzialmente abitabili: l'attività della missione ha già consentito agli scienziati di raccogliere dati relativi a oltre 4.000 pianeti candidabili per ulteriori studi, 1.000 dei quali sono già stati recentemente oggetto di verifiche più accurate. Un successo doppio, dal momento che il telescopio aveva avuto degli importanti problemi tecnici che avevano fatto temere il peggio.

I mille e più esopianeti di Kepler.

In occasione del meeting della American Astronomical Society che in questi giorni si sta tenendo a Seattle, gli scienziati hanno così presentato gli ultimi risultati ottenuti dal cacciatore di Pianeti che ha aggiunto 554 candidati alla lista dei nuovi potenziali esopianeti. Ma le notizie interessanti non sono di certo finite di qui: tra questi è stata verificata l'identità per otto corpi celesti, che sarebbero effettivamente esopianeti di dimensioni simili a quelle terrestri, ossia non oltre il doppio, e orbitanti nella fascia abitabile delle rispettive Stelle madri. A loro volta, sei esopianeti orbitano attorno a Stelle assimilabili per diversi aspetti al nostro Sole. Tre di questi sei Pianeti, inoltre, si trovano ad una distanza tale che consentirebbe loro di ospitare acqua allo stadio liquido in superficie; e, infine, tra questi tre ce ne sarebbero due assai probabilmente rocciosi.

Le due nuove Super Terre.

Potrebbe trattarsi delle due super Terre più simili alla nostra mai scoperte fino ad ora: i loro nomi sono Kepler-438b e Kepler-442b e le loro dimensioni superano di poco quelle terrestri. In particolare Kepler-438b è più grande del 12% rispetto al nostro Pianeta; collocato a 475 anni luce di distanza, porta a compimento un'orbita attorno alla propria stella in appena 35,2 giorni. Kepler-442b supera del 33% la Terra, è posto a 1.100 anni luce di distanza ed ha un'orbita della durata di 112 giorni. Quindi molto vicine alla propria Stella madre ma abitabili? Sì, è possibile, dal momento che essa è più piccola e fredda del nostro Sole; si tratta di una nana rossa che si trova in direzione della Costellazione della Lira.

Altri parenti stretti del nostro Pianeta.

Nel corso della sua lunga e prolifica missione – l'anno del lancio fu il 2009 – Kepler ha avuto modo di collezionare diversi oggetti celesti additati dagli scienziati come potenziali nuove Terre: fino ad oggi quelle che maggiormente avevano attirato l'attenzione degli studiosi erano state Kepler-186f e Kepler-62f, grandi rispettivamente il 10% e il 40% in più rispetto alla Terra, mentre la più recente era stata HIP 116454b, dalle dimensioni superiori di due volte e mezzo a quelle terrestri. Del resto, proprio grazie all'analisi dei dati ottenuti con Kepler, gli scienziati affermano con ormai una certa sicurezza che di Pianeti come la Terra potrebbero essercene addirittura miliardi nella nostra galassia.

Rappresentazione artistica di Kepler–186f, in orbita attorno ad una Stella a 500 anni luce dalla Terrain foto: Rappresentazione artistica di Kepler–186f, in orbita attorno ad una Stella a 500 anni luce dalla Terra

E non c'è ragione di dubitare del fatto che Kepler abbia intenzione di scovarne una buona quantità, grazie al suo fotometro puntato tra le Costellazioni del Cigno, della Lira e del Dragone, laddove luce solare non disturba perché distante dal piano dell'eclittica. I telescopi come Kepler, del resto, hanno aperto ad una nuova era dell'esplorazione spaziale che, sempre più spesso, sembra voler far coincidere la scienza con la fantascienza. E chissà, allora, che un giorno quei remoti esopianeti non diventino un po' più vicini ai nostri occhi.