in foto: Rappresentazione artistica della sonda Juno con Giove sullo sfondo

Ormai manca poco al "ricongiungimento familiare": la sonda Juno – Giunone, diremmo noi – sta per raggiungere l'obiettivo della sua missione, il Pianeta Giove. La data prevista per questo storico incontro è il 4 luglio e alla NASA sono già tutti comprensibilmente in agitazione, dopo un'attesa durata quasi cinque anni.

Sorvoli ravvicinati.

La sonda Juno, infatti, è stata lanciata il 5 agosto del 2011 e, da allora, ne ha fatti di milioni di chilometri nel nostro Sistema Solare. Tra poche settimane, quindi, sarà il momento del Jupiter Orbit Insertion, fase delicata e rischiosa della durata di 35 minuti, durante la quale la sonda dovrà collocarsi nell'orbita polare del Gigante Gassoso: da lì, poi, prenderà inizio il programma di esplorazione che prevede 37 "sorvoli ravvicinati", o flyby, che consentiranno alla sonda Juno di portarsi laddove nessun veicolo spaziale è mai giunto, eclissando il record della missione Pioneer 11 e dei suoi 43.000 chilometri di distanza dalla superficie di Giove.

L'ambiente poco ospitale di Giove.

Tali passaggi avranno una durata pari a circa un giorno terrestre: per effettuarli, la sonda si avvicinerà a Giove all'altezza del polo nord, scendendo poi attraverso fasce cariche di radiazioni e spingendosi fino al polo sud e al di sotto di esso. Proprio al di sotto della coltre di nubi del pianeta potrebbe risiedere il problema principale per la missione, dove uno strato di idrogeno ad altissima pressione agisce come un conduttore elettrico: caratteristica questa che genera un potente campo magnetico attorno al pianeta, in combinazione con la veloce rotazione di Giove, sul quale un giorno dura appena 10 ore. Insomma, Juno incontrerà un campo magnetico di particelle ad altissima energia, un ambiente decisamente estremo per il quale gli scienziati si sono dovuti preparare adeguatamente: la sonda è schermata e l'orbita è stata studiata appositamente per ridurre al minimo l'esposizione alle radiazioni, consentendo al veicolo di portare avanti la missione il più a lungo possibile, per i 20 mesi previsti (e chissà, magari anche di più).

Obiettivi della missione.

Ma cosa va a cercare Juno nel pianeta sovrano del Sistema Solare? La missione nasce con lo scopo di analizzare le caratteristiche di Giove in quanto rappresentante dei Pianeti Giganti: l'obiettivo è quindi duplice, perché conoscere meglio un oggetto del genere potrebbe aiutare anche a comprendere molti dettagli dell'origine del Sistema Solare e dei sistemi planetari che, sempre più, le missioni spaziali stanno scoprendo attorno ad altre stelle.

Juno cercherà, dunque, di far luce sull'origine e sull'evoluzione del pianeta: attualmente esistono diverse teorie per spiegare la formazione di Giove, ragion per cui i dati della sonda potrebbero essere determinanti per avere una risposta definitiva. La missione dovrà determinare qual è la struttura interna del pianeta, se presenta un nucleo solido ad esempio, misurando anche l'abbondanza di acqua, ossigeno ed azoto e rilevando le eventuali relative variazioni riconducibili a fenomeni atmosferici.

Ma Juno punta a conoscere ogni cosa di Giove, ad esplorarne la magnetosfera polare e a ricercare l'origine del campo magnetico: la sonda realizzerà una mappa completa dei campi gravitazionali e magnetici, studiando la composizione dell'atmosfera e dirigendo la sua attenzione verso le aurore boreali.