in foto: Rappresentazione artistica della sonda Juno con Giove sullo sfondo

E il primo è andato. La sonda NASA Juno ha effettuato con successo il primo dei suoi 36 flyby previsti per osservare da vicino il pianeta Giove e carpirne i più remoti segreti. Alle 13:44 UTC del 27 agosto, Juno è passato alla distanza di circa 4.200 chilometri, sulle vorticose nubi di Giove, viaggiando ad una velocità relativa di 208.000 chilometri l'ora.

Con i suoi raffinatissimi strumenti attivati, la sonda ha potuto così realizzare un primo ritratto del Re del Sistema Solare, rassicurando gli scienziati del Jet Propulsion Laboratory della NASA in merito al corretto svolgimento della missione: tutto sta andando esattamente come programmato, ha spiegato il project manager di Juno, Rick Nybakken. I prossimi sorvoli ravvicinati si articoleranno per oltre un anno, con il termine della missione previsto per febbraio 2018.

Inizia così una fase di raccolta dati che dovrebbe aiutare gli scienziati a ricostruire il profilo del Gigante Gassoso e a rispondere ad alcuni intriganti interrogativi relativi alla sua natura, origine ed evoluzione. Naturalmente si tratterà di un lavoro lungo ed impegnativo: già per il momento saranno necessari diversi giorni per appropriarsi di tutti i dati raccolti da Juno durante il suo flyby. In compenso, nel giro di poche settimane, potremo vedere le prime immagini di Giove in luce visibile, realizzate grazie alla JunoCam, e in particolare foto ad alta risoluzione dell'atmosfera gioviana nonché dei poli.

Vista ravvicinata di Giove, dalla distanza di 703.000 chilometri (Credits: NASA/JPL–Caltech/SwRI/MSSS)in foto: Vista ravvicinata di Giove, dalla distanza di 703.000 chilometri (Credits: NASA/JPL–Caltech/SwRI/MSSS)

«Siamo dove nessuno è mai stato prima» ha ricordato Scott Bolton, principal investigator di Juno del Southwest Research Institute.