Sulla Stazione Spaziale Internazionale astronauti di tutte le nazionalità si fermano per mesi e mesi, vivendo in orbita ad una distanza media di 300 km dalla Terra. Di fronte a loro, come testimoniano le bellissime foto di Luca Parmitano, ci sta il nostro pianeta: una visione che, però, non è sufficiente a farli sentire a casa. E la casa, come sa chi viene da paesi con importante tradizione culinaria, è anche quella dei sapori familiari. E' così che, astronauta dopo astronauta, è sorta la richiesta, poi diventata necessità, di dare agli abitanti della Stazione Spaziale Internazionale la possibilità di bere un espresso, e non quell'infuso tiepido servito in sacchetti che ha caratterizzato il mattino di inquilini già provati da condizioni di vita "extraterrestri".

Secondo lo Spokeman-Review, a premere per una macchinetta che sapesse fare un caffè secondo tradizione sarebbero stati soprattutto gli italiani, anche se l'istanza sembra sia stata avanzata da un po' tutti gli inquilini della ISS. Ciononostante l'immaginario dell'italiano legato alle sue abitudini uscirà rafforzato da ISSpresso, la macchinetta per l'espresso destinata alla ISS che partirà da Wallops Island, Virginia, insieme ai prossimi inquilini. E chi partirà per quell'occasione verso la stazione? Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana nell'equipaggio dell'Agenzia Spaziale Europea, che via Twitter aveva appunto preannunciato il suo entusiasmante bagaglio

ISSpresso, prodotto dalle italiane Lavazza e da Argotec, ha avuto già l'approvazione della Nasa ed è stato progettato per riprodurre le stesse condizioni di pressione e temperatura di un caffè sulla Terra. Tuttavia, dal momento che gli inquilini della ISS sono costretti a più complesse e variabili condizioni di gravità, il caffè sarà liberato direttamente all'interno di una busta. Ma sarà caldo ed aromatico come al bar. ISSpresso arriverà a gennaio: molto tempo dopo il ritorno sulla Terra di Parmitano che più volte aveva espresso il proprio desiderio di caffè.