Era stato preannunciato ed ora è sulla rotta che lo porterà ad avvicinarsi sempre più alla Terra; anche se, fortunatamente, mancherà il nostro Pianeta per diverse decine di migliaia di chilometri. L'asteroide 2012 DA14, quasi 50 metri di diametro per 130 000 tonnellate di peso, dopo essersi fatto attendere senza alimentare alcun dibattito sulla possibilità di un impatto con la superficie terrestre (del resto, la distanza a cui passerà, renderebbe difficili speculazioni in tal senso anche al più irriducibile dei catastrofisti), è pronto per sfiorarci dal punto minimo di 27.700 chilometri.

Niente più che un innocuo saluto, benché da una vicinanza record, visibile per i più appassionati che non vogliono rinunciare a tale evento irripetibile, grazie ad un buon binocolo o ad un telescopio. Qualcuno potrebbe trasalire al pensiero che tale distanza sia inferiore di oltre dieci volte rispetto a quella che ci separa dalla nostra Luna (pari ad oltre 380 000 chilometri); secondo altri un pericolo ci sarebbe e riguarderebbe alcuni tra i satelliti geostazionari che orbitano fino a circa 35 000 chilometri dalla Terra, o, addirittura, la Stazione Spaziale Internazionale: ma dalla NASA rassicurano e sottolineano come la situazione sia costantemente monitorata, benché non risulti alcun rischio di collisione.

Un impatto di 2012 DA14 con la superficie terrestre provocherebbe, secondo gli esperti, uno scenario assai simile a quello seguito all'evento di Tunguska, la località della Siberia dove, il 30 giugno del 1908, una potente esplosione attribuita ad un corpo celeste "piovuto" dal cielo, devastò una superficie di circa 2000 chilometri quadrati, abitati fortunatamente soltanto da alberi. Ma, dal momento che eventualità del genere per questa volta sono scongiurate, non resta che attendere quello che è già stato soprannominato «l'asteroide di San Valentino»: osservabile nei Paesi dell'emisfero boreale a partire dalle prime ore del 15 febbraio, alle 20:24 (ora italiana) dovrebbe raggiungere il punto più vicino all'equatore terrestre, quando sorvolerà l'isola di Sumatra e l'Oceano Pacifico, prima di sfrecciare e perdersi nelle immensità del cosmo.