in foto: Pronto un nuovo farmaco contro il colesterolo cattivo

Presto in Italia arriveranno i nuovi farmaci contro il colesterolo che, in questi giorni, stanno facendo molto discutere. Si tratterebbe di una nuova generazione di medicinali capaci di dimezzare l'LDL (Low Density Lipoprotein), conosciuto come colesterolo cattivo, responsabile di infarti cardiaci, ictus cerebrali ed embolie. Per riuscirci, il farmaco blocca l'azione di un enzima che non permette all'organismo del paziente di eliminare l'LDL.

Il nome delle molecole che si preparano a combattere il colesterolo è Anti-PCSK9, da somministrare per iniezione, e, almeno per il momento, verrano utilizzate in aiuto delle più note statine. Queste ultime sono infatti quelle più comunemente utilizzate per inibire la sintesi del colesterolo e prevenire eventuali danni cardio-cerebro-vascolari nei soggetti che hanno avuto infarti o ictus provocati proprio dai problemi legati al colesterolo.

I laboratori e le case farmaceutiche sono pronte a darsi battaglia. Si prevedono infatti introiti miliardari grazie alle Anti-PCSK9, in passato già le statine avevano permesso guadagni impressionanti che però, a causa della scadenza dei brevetti, che dovrebbe avvenire a breve, potrebbero diminuire. Al momento sono tre le aziende concorrenti pronti a conquistare questo nuovo mercato: la francese Sanofi e le americane Pfizer e Amgen. La marca europea sarà la prima ad essere commercializzata negli Stati Uniti, che rappresentano la fetta di mercato più importante.

Il colesterolo è un grasso che normalmente è presente nel nostro sangue ed è prodotto dall'organismo, è utile per la salute delle ossa, consente la formazione di ormoni (testosterone ed estrogeni) e partecipa alla produzione della vitamina D. Si distingue in colesterolo buono, HDL, che non provoca danni, e cattivo, LDL, che invece, depositandosi nelle pareti delle arterie, può aumentare il rischio di arteriosclerosi e malattie cardiovascolari. Per contrastare quest'ultimo colesterolo, ai pazienti si consiglia di nutrirsi di verdure, cereali e legumi, di ridurre l'utilizzo di grassi di origine animale preferendo quelli vegetali, di arricchire la propria dieta con le fibre e il pesce e di limitare il consumo di carne, sia rossa che bianca.