Si chiama Mers il virus che dopo l’Ebola sembra aver conquistato le pagine dei media di tutto il mondo. Questo patogeno, simile al virus che provoca la Sars, risulta più infettivo e pericoloso degli altri coronavirus. Al momento non esiste un vero e proprio allarme. La stessa Oms, nonostante i 431 decessi registrati nel mondo dal 2012 ad oggi (gli ultimi 2 casi nella Corea del Sud), sostiene non vi sia la necessità di attivare particolari restrizioni a viaggi di persone o merci che intendono recarsi nei Paesi in cui si sono registrati dei casi. Il virus, evidenzia l’Organizzazione mondiale della sanità, “si trasmette da uomo a uomo, anche se non c'è una ‘trasmissione sostenuta'”.

Situazione preoccupante in Corea del Sud. Intanto le autorità della Corea del Sud, spiegando che la terza vittima registrata nel paese è un uomo di 82 anni, ricoverato per asma e polmonite batterica. L'uomo aveva condiviso la stanza con altre persone che avevano contratto a loro volta la malattia. In Corea del Sud si contano attualmente 35 infetti e diverse centinaia di persone messe in isolamento, e sotto osservazione, a titolo cautelativo. Le autorità stanno tenendo sotto stretto controllo tutti gli istituti scolastici, dove l’infezione potrebbe diffondersi in maniera esponenziale. Nonostante questo 900 istituti sono stati chiusi.

Il virus è potenzialmente letale. Il virus, definito Middle East Respiratory Syndrome Coronavirus, o MERS CoV, può provocare sintomi lievi che vanno dal banale raffreddore fino ad arrivare a gravi disturbi gastrointestinali, respiratori e crisi renali anche letali. Come altri coronavirus si diffonde per via inalatoria, attraverso goccioline prodotte dalla tosse o dagli starnuti di persone infette. Il virus della Mers è stato individuato per la prima volta in Medio Oriente, mese di settembre del 2012.