Esiste un'infezione che è la più frequente trasmessa sessualmente a causa dell'assenza di sintomi che non ne permettono l'identificazione: stiamo parlando del papillomavirus nella sua versione ‘umana'. Ma quali sono i rischi di questa infezione? Come si cura? E perché la prevenzione è fondamentale? Tutto quello che c'è da sapere sull'HPV (Human Papilloma Virus).

Cos'è il papillomavirus.

Il papillomavirus è un virus appartenente alla famiglia dei Papillomaviridae, di cui esistono più di 100 tipi, che si suddividono in 16 gruppi, differenziati in base al genoma e classificati in lettere (dalla A alla P). Il virus è responsabile di una intensa replicazione cellulare che porta alla formazione di papillomi (tumori benigni che si sviluppano su cute, mucose, laringe e vescica), condilomi, verruche e carcinomi. Il virus può provocare anche la formazione di carcinomi della cervice uterina che possono essere evitati grazie ad un vaccino sviluppato ad hoc.

Papilloma e tumore della cervice uterina.

Il carcinoma della cervice uterina è considerato dall'OMS il quarto tumore più diffuso nelle donne, stiamo parlando di circa 3.500 nuovi casi all'anno e 1.000 decessi nel nostro Paese ed è causato dalla persistenza di infezione da papillomavirus nel tratto riproduttivo.

Sintomi dell'infezione.

In 8 casi su 10, l'infezione da papillomavirus è asintomatica: il nostro corpo è infatti in grado di uccidere il virus prima che questo possa far danni. Capita però, nei casi più gravi, che il sistema immunitario non riesca a fare bene il suo lavoro: l'HPV si diffonde e provoca sintomi e problemi gravi che possono sfociare, nel giro di massimo 12 anni, nel tumore della cervice uterina.

Dalle lesioni ai dolori.

Quando l'infezione diventa cronica (1 caso su 10), nell'apparato genitale femminile si formano lesioni che, nel giro di qualche anno, possono diventare tumorali. A questi si aggiungono anche sintomi come sanguinamento vaginale e dolore durante i rapporti sessuali, ma anche dolori nella parte bassa della schiena e quando si urina, che non necessariamente indicano la presenza del tumore. Tra le manifestazioni cliniche, si segnalano anche verruche molto piccole alla cervice uterina, nella vagina, sulla vulva, sull'uretra, sul perineo e nell'ano, ma anche a livello della congiuntiva, del naso, della laringe e della bocca: attenzione, queste non sono implicate nell'insorgenza del tumore della cervice uterina.

Diagnosi e cura dell'infezione.

La diagnosi dell'infezione è clinica (osservando le lesioni), attraverso colposcopia (visita ginecologica che permette di ‘guardare' il collo dell'utero) e pap-test (prelievo e analisi di cellule all'interno della vagina). Proprio il pap-test è ciò che ha permesso, negli ultimi anni, di ridurre drasticamente l'incidenza e la mortalità del carcinoma della cervice uterina. Per il papillomavirus attualmente non esiste una cura. L'unico trattamento disponibile riguarda i condilomi e le verruche genitali.

Curare il tumore.

Quanto al tumore della cervice, se è già sviluppato, la terapia consiste nell'asportazione dell'utero e, se necessario, delle ovaie e della tube, e, come per i tumori in generale, chemioterapia e radioterapia.

Vaccino HPV.

Ad oggi il modo più efficace per ridurre gli effetti dell'infezione da papillomavirus sono il vaccino e il pap-test. Per quanto riguarda il vaccino, ne esistono due che non coprono però la totalità delle tipologie di virus, ma solo quello che potenzialmente possono portare alla formazione del tumore

  • vaccino bivalente, protegge da lesioni pretumorali e i tipi di virus il 16 e il 18
  • vaccino quadrivalente, protegge da condilomi, e i tipi di virus sono il 6 e l'11

Dal 2007-2008, per le bambini tra gli 11 e i 12 anni, il vaccino è disponibile gratuitamente.

[Foto copertina di ErikOzsvath]