in foto: Contrassegnati i punti di riferimento per le misurazioni in una delle porzioni centrali della Via Lattea (Photo: Serge Brunier)

Un nuovo studio fornirebbe la prima prova della presenza di materia oscura nelle più profonde e interne parti della Via Lattea, incluso il nostro vicinato cosmico nonché lo stesso minuscolo puntino di spazio dove si trova la Terra. Un lavoro che dimostrerebbe come la gran parte della materia oscura esista attorno a noi e tra noi e il centro della Galassia; un risultato che costituisce un fondamentale passo avanti nella ricerca della materia oscura.

L'Universo è per gran parte materia oscura.

Da tempo si è a conoscenza della presenza di materia oscura in altre regioni della Via Lattea ma fino ad oggi con molta difficoltà si era riusciti ad indagare nelle aree più interne, laddove è collocato il Sistema Solare. Fin dagli anni '70, infatti, una grande varietà di tecniche, inclusa quella della misurazione della velocità di rotazione di gas e Stelle, ha consentito di quantificare la presenza e di determinare la massa della materia oscura, stabilendo che quest'ultima sarebbe circa cinque volte più abbondante della materia visibile. Man mano che si procede verso il centro, però, le difficoltà nel compiere misurazioni secondo questi metodi aumentano, ragion per cui, negli anni, è stato più facile per gli scienziati guardare verso fuori anziché verso l'interno.

Nuove misurazioni.

I ricercatori delle università di Madrid, Amsterdam, Stoccolma e San Paolo, in un paper pubblicato da Nature, spiegano invece come sono riusciti ad ottenere la prima misurazione della materia oscura presente nelle aree più interne: confrontando la velocità di rotazione di gas e Stelle nella porzione di Via Lattea interessata con la velocità teorica prevista sulla base di modelli che ammettevano la sola presenza di materia ordinaria. Ne sono emerse discrepanze spiegabili proprio conseguenza di una enorme quantità di materia oscura che, tra il Sistema Solare e il centro della Via Lattea, influisce sulla rotazione galattica.

Immagine del telescopio Hubble che mostra un anello di materia oscura che circonda il cluster CL0024+17. Image credit: NASA, ESA, M. J. Jee and H. Ford et al. (Johns Hopkins Univ.)in foto: Immagine del telescopio Hubble che mostra un anello di materia oscura che circonda il cluster CL0024+17. Image credit: NASA, ESA, M. J. Jee and H. Ford et al. (Johns Hopkins Univ.)

Verso nuovi studi cosmologici?

Il nostro studio consentirà alle future osservazioni astronomiche di misurare la distribuzione di materia oscura nella nostra Galassia con una precisione senza precedenti. Questo permetterà di raffinare la nostra comprensione della struttura e della evoluzione della nostra Galassia e darà origine a previsioni migliori nei molti esperimenti che, in tutto il mondo, cercano particelle di materia oscura. Lo studio costituisce, perciò, un fondamentale passo in avanti nelle indagini intorno alla natura della materia invisibile – Miguel Pato, Stockholm University

Che tradotto significa – anche – che abbiamo ancora molto da capire sull'origine e l'evoluzione dell'Universo: d'altronde la stessa "sfuggente" materia oscura ci è nota soltanto attraverso le osservazioni indirette che, come nell'ultimo caso, ne rivelano l'esistenza attraverso quella che è una sorta di interferenza. La cosmologia è un campo tutto da esplorare.