Si chiamava Hallucigenia e, nonostante il suo aspetto buffo, estremamente simile ad un verme, vanta un ruolo fondamentale nella catena evolutiva di molte specie terrestri. A detta di un’equipe di scienziati dell'Università di Cambridge, del Royal Ontario Museum e dell'Università di Toronto, l’insolita creatura, vissuta mezzo miliardo di anni fa, era dotata di lunghe gambe, una testa e una coda difficilmente distinguibili l’una dall’altra, denti e persino un paio di occhi. I ricercatori, che hanno visto pubblicare i risultati dello studio sulle pagine della rivista Nature, ritengono ora che vi sia proprio questo strano esserino alla base dell’origine degli insetti moderni, dei ragni e persino dei crostacei.

Ecco chi era il progenitore di insetti, ragni e crostacei. A far sì che il verme finisse nelle più alte posizioni della catena evolutiva una serie di piccoli denti che si trovavano internamente alla gola. Si trattava di denti aghiformi, precedentemente non identificati, e che sembrano collegare la gracile creatura con i più moderni vermi e artropodi, gruppo che contiene insetti, ragni e crostacei. Certo degli aspetti poco chiari ci sono ancora ma, evidenziano gli esperti, anche non fosse la Hallucigenia l’antenato comune di queste famiglie si può già dire esser comunque un precursore dei vermi di velluto (onychophorans).

Gli Hallucigenia avevano i denti. "La storia evolutiva di questo enorme gruppo è praticamente sconosciuta – ha commentato il dottor Martin Smith, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze della Terra di Cambridge e uno dei responsabili dello studio -. Sappiamo invece che gli animali appartenenti a questo gruppo sono accomunati dal fatto che mutano, ed è per questo che non siamo mai stati in grado di trovare caratteristiche fisiche comuni”. “Oggi abbiamo scoperto qualcosa che abbiamo sempre ignorato – ha spiegato il dottor Jean-Bernard Caron, paleontologo presso il Royal Ontario Museum -. Gli Hallucigenia avevano i denti".

Si era scambiata la testa per la coda. Fino ad oggi i ricercatori hanno sempre analizzato la coda di queste creature ritenendo fosse la testa. Oggi si è compreso l’errore e, ripulita la vera testa dai detriti sedimentati in milioni di anni si è riusciti ad avere una visione chiara attraverso l’ausilio di un microscopio elettronico: “Speravamo di vedere degli occhi – ha commentato Caron – e ci siamo invece ritrovati dinanzi ad un ‘sorriso’”. I fossili, lunghi dai 10 ai 50 millimetri, sono stati trovati sotto una colata di fango all’interno dei confini del Parco Nazionale di Yoho, in Canada.