I ricercatori hanno dimostrato che la sindrome del cuore infranto non colpisce solo le persone che vivono un trauma negativo, ma anche coloro che si emozionano eccessivamente in seguito ad una bella notizia. Insomma, il detto “morire di gioia” potrebbe essere vero. La sindrome a cui facciamo riferimento è la Takotsubo, una cardiomiopatia da stress che si evolve in presenza di una disfunzione cardiaca e si manifesta con quelli che sono i sintomi dell'infarto, quindi dolore al petto o affanno, ma non presenta il blocco dei vasi sanguigni.

La Takotsubo implica una deformazione del cuore che assume una forma simile ad un cesto giapponese utilizzato per catturare i polpi, da cui il nome, e di solito è conosciuta come sindrome del cuore infranto poiché, fino ad oggi, si pensava colpisse le persone sotto forte stress emotivo in seguito ad eventi traumatici negativi, come la morte di una persona cara.

Un nuovo studio però, intitolato “Happy heart syndrome: role of positive emotional stress in takotsubo syndrome”, ha dimostrato che la Takotsubo non colpisce solo le persone che ricevono brutte notizie, ma anche quelle che vivono momenti particolarmente felici.

Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori hanno analizzato 485 pazienti che hanno vissuto sbalzi di umore importanti e nel 4% di loro hanno notato che la sindrome era comparsa in seguito ad eventi gioiosi, come compleanni, matrimonio, feste a sorpresa, vittorie sportive o nascita di figli, mentre nel 96% dei casi a far scatenare la Takotsubo erano stati eventi stressanti, come la morte di una persona amata, un funerale, un incidente o problemi di coppia. Ma non è tutto. Nel 95% dei casi la pazienti erano donne con più di 65 anni, il che fa presupporre che la sindrome colpisca più facilmente le donne in menopausa.

I ricercatori adesso stanno cercando di capire come il cervello riesca ad influenzare il cuore scatenando la Takotsubo.

[Foto copertina di geralt]