George Lucas, in tempi non sospetti, ci aveva visto lungo. Studiosi del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA in collaborazione con esperti di altri istituti hanno infatti dimostrato che i pianeti inseriti in un sistema binario, come il celebre Tatooine di Star Wars, nel caso in cui si trovassero nella cosiddetta fascia abitabile e avessero acqua sulla propria superficie potrebbero ospitare la vita. Questo nonostante l'irraggiamento ad opera di due stelle, che intuitivamente lascerebbe pensare a superfici soffocate da temperature infernali e bersagliate dal doppio di radiazioni, in dosi potenzialmente letali.

Per giungere a questa conclusione il team di astronomi coordinato dal professor Max Popp del Max Planck Institute e della Princeton University assieme a Siegfried Eggl del JPL hanno utilizzato una simulazione al computer, prendendo come spunto il sistema binario Kepler-35, scoperto dall'omonimo telescopio spaziale e caratterizzato da due nane gialle poco più piccole del Sole. Attorno a questo sistema orbita un pianeta scoperto nel gennaio 2012, Kepler 35-b, che tuttavia è un gigante gassoso simile a Saturno, dunque del tutto inadatto per verifiche di abitabilità. Gli astronomi hanno così pensato di eliminarlo dall'equazione sostituendolo con un pianeta immaginario e roccioso, dalle dimensioni paragonabili a quelle della Terra.

Dai calcoli al computer non solo è emerso che pianeti con due soli possono tranquillamente ospitare un'atmosfera, ma essa sarebbe così stabile da poter permettere la presenza di acqua per lunghissimo tempo, inoltre anche le temperature medie resterebbero incredibilmente stabili. “Sistemi binari come questo sono candidati eccellenti per ospitare pianeti abitabili”, ha sottolineato il professor Max Popp. Curiosamente, un pianeta inserito in questo affascinante contesto avrebbe cieli molto più sereni e privi di nuvole rispetto al nostro, rendendosi particolarmente adatto per gli amanti dell'astronomia. Si tratta solo di calcoli matematici, ma i risultati ottenuti suggeriscono di non scartare nemmeno i sistemi binari dalla caccia a pianeti potenzialmente abitabili. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Communications.

[Immagine di NASA]