in foto: L'attentato dell'11 Settembre 2001 nel complesso del Wtc, New York. Credit: ilgiornaleoff.it.

Le recenti dichiarazioni dell’ex senatore democratico della Florida Bob Graham riguardanti il desecretamento di alcuni documenti sui fatti dell’11 Settembre 2001, infiammano i cuori dei guru complottisti

Ritengo non plausibile pensare che 19 persone, la maggioranza delle quali non parlavano inglese, la maggior parte delle quali non era mai stata prima negli Stati Uniti, molti dei quali privi di un’educazione superiore, possano avere portato a compimento un’operazione talmente complicata senza un qualche aiuto dall’interno degli Stati Uniti.

Il documento era già pubblico. Le parole sono state pronunciate durante una trasmissione Tv, Sixty Minutes. Graham è stato membro della 2002 Bipartisan Joint Inquiry into Intelligence Community Activities Before and After Terrorist Attack of September 11, 2001, che produsse le ventotto pagine ancora top secret. In realtà il documento è ben più ampio, si compone di quasi cinquecento pagine ed è già di dominio pubblico. Solo le ventotto riguardanti presunti collegamenti con l'Arabia Saudita sono state tenute segrete.

Nessuna conferma delle tesi complottiste. Prima di ricamarci sopra sarebbe forse meglio aspettare che si possano leggere, tenendo conto che ad oggi di pagine ne sono state pubblicate migliaia, coinvolgendo i migliori esperti al Mondo. I guru delle tesi di complotto – i quali si buttarono a capofitto nel sostenere che gli americani l’attentato se lo fossero fatto da soli – oggi salutano le dichiarazioni di Graham come se confermassero il False flag. Niente di tutto questo.

Non esiste una tesi ufficiale. I più prendono di mira il 9/11 Commission Report sostenendo la tesi della verità ufficiale costruita a tavolino. Il problema è che i risultati della commissione sono stati corroborati in tutti questi anni da altre inchieste, prodotte da almeno sette commissioni di esperti nel settore, senza contare quelle pubblicate nelle riviste scientifiche; infine esistono le grandi inchieste giornalistiche, come quelle della Bbc, del Washington Post e Der Spiegel.

pentagonoin foto: Lo squarcio al Pentagono corrisponde perfettamente a quello che lasciò effettivamente un Boeing l'11 Settembre 2001. Credit: gianniamato.it.

Le tesi di complotto in breve. Per quale motivo ventotto pagine dove si sosterrebbe che i terroristi avevano appoggi all’interno dovrebbero dimostrare che il complesso del Wtc è stato fatto crollare con delle cariche esplosive o che la termite fonde l’acciaio? In che modo dovrebbero riabilitare la tesi in base al quale oltre ottanta testimoni mentirebbero nel sostenere di aver visto un boeing schiantarsi contro il Pentagono quel giorno? Effettivamente i dubbi sono tanti, ma riguardano la genuinità delle tesi complottiste, che ad oggi non riescono a trovare fondamento.

Le pagine confermerebbero ben altri elementi già noti, ovvero metterebbero in luce come l’Arabia Saudita non sia mai stata collaborativa, anzi avrebbe addirittura favorito – più o meno consapevolmente – la formazione di una rete di terroristi negli Usa. Ecco perché Riad ne teme la pubblicazione. I sostenitori delle tesi di complotto dovrebbero riuscire loro per primi a toglierci qualche dubbio riguardo il loro presunti risultati. Paolo Attivissimo ha stilato una lista di dodici domande ai complottisti; dopo sette anni nessuno è riuscito a fornire una sola risposta documentata.