Le tracce di vita passata che il rover Curiosity cercava sulla superficie di Marte erano decisamente più "modeste" di quelle che ritengono di aver individuato i complottisti americani del canale youtube Paranormal Crucible: se, infatti, alla NASA hanno esultato nell'arco degli ultimi due anni per aver trovato la testimonianza del fatto che un tempo sul Pianeta Rosso scorrevano dei fiumi d'acqua, c'è chi addirittura pretende di aver osservato i resti di un'antica civiltà. Resti che, a quanto pare, lo stesso robottino della NASA avrebbe fotografato e che costituirebbero – manco a dirlo – la prova di un legame remotissimo tra la civiltà umana e gli antichi abitanti di Marte. Uomini che segretamente sarebbero andati a fondare delle colonie nel Sistema Solare?

Piramide terrestre.

Stando a quanto è possibile ascoltare dallo stesso video, la piramide si presenterebbe come estremamente diversa dalle strutture delle vicinanze, con caratteristiche tali da renderla evidentemente un manufatto, anziché una roccia modellata dal tempo e dalle circostanze. La sua stazza, analoga a quella di una piccola automobile, lascerebbe addirittura pensare che essa sia in realtà una sorta di capsula in pietra che celerebbe una struttura ancora più grande al di sotto della sabbia marziana. Progettazione intelligente, dunque, esattamente come è possibile osservare nelle numerosissime piramidi che l'umanità ha disseminato lungo la sua storia millenaria su tutta la Terra. Altro che forme di vita microbica!

Complotto!

Naturalmente la buona tradizione del complottismo puro prevede che del fatto se ne siano accorti più o meno tutti all'agenzia spaziale americana ma che si stia cercando di tenere segreta la notizia: quasi come se questa foto (risalente al 7 maggio) fosse "scappata" da un'accurata selezione che doveva celarne i compromettenti contenuti. Il sito Exopolitics motiva anche questa ipotesi spiegando che, nonostante la sorprendente simmetria della piramide, nessuna delle immagini scattate nei minuti successivi da Curiosity, ad intervalli regolari che vanno dai 20 ai 30 secondi, mostra nuovamente l'oggetto. Insomma, qualcuno deve aver manomesso i dati al fine di cancellare l'informazione o, addirittura, orientato l'obiettivo del rover per far sparire qualunque traccia di quanto visto.

Solo una conferma, ovviamente.

Teorie del genere hanno una lunga tradizione a monte che parte dalla letteratura fantascientifica più datata e passa attraverso l'esplorazione spaziale, quando alcuni giochi di luci ed ombre sulla superficie marziana vennero interpretati come un volto. Nient'altro che uno degli altipiani della regione di Cydonia immortalati dalla sonda Viking 1 nel 1976 (la stessa che ha varcato i confini del Sistema Solare qualche tempo fa) a cui l'angolo visuale, la bassa risoluzione della foto e la tendenza del cervello umano a riconoscere forme familiari conferirono un bizzarro aspetto antropomorfo. Le immagini ottenute molti anni dopo dimostrarono che c'era molto poco di misterioso su quella superficie, anche se probabilmente non è bastato questo a far cambiare idea a tutti.

Il "volto su Marte" fotografato dalla sonda Mars Global Surveyor nel 1998 ad altissima risoluzione ha molto poco di umanoin foto: Il "volto su Marte" fotografato dalla sonda Mars Global Surveyor nel 1998 ad altissima risoluzione ha molto poco di umano