Viene rilanciato da alcune testate nazionali un editoriale pubblicato dal Journal of Alzheimer’s Disease dove 31 scienziati internazionali sostengono che individui predisposti geneticamente potrebbero ammalarsi di Alzheimer tramite infezioni comuni, come l’Herpes.

L'articolo in questione non è recente, risale all'aprile 2008 e non ha valenza scientifica. Raccoglie le impressioni di un certo numero di ricercatori che fa riferimento ad una ricerca pubblicata sul Lancet nel gennaio 1997 da  Ruth F. Itzhaki. Tanto per farci un'idea ricordiamo che nella stessa rivista un anno dopo Andrew Wakefield pubblicò la sua ricerca fraudolenta che pretendeva di associare i vaccini all'insorgenza dell'autismo. Secondo quella che all'epoca veniva definita "ipotesi patogena" nelle persone aventi la variante genetica "APOE" il virus dell’herpes (oppure uno dei batteri che causano la polmonite o la malattia di Lyme) infetterebbe il cervello "costringendolo a produrre le placche amiloidi", queste sono caratteristiche della malattia e vengono interpretate come "risposta immunitaria" dai sostenitori di questa tesi. L'ipotesi patogena è oggi alla base di diverse bufale mediche; non solo riguardo all'autismo, ma anche come spiegazione dell'insorgenza di tumori.

Il riciclo del vecchio editoriale parte agli inizi di Marzo negli Stati Uniti, come testimonia il debunking della collega Rachel Feltman, pubblicato sul Chicago Tribune il 14 marzo scorso. John Hardy, professore di neuroscienze all'University College di Londra commenta così sul Telegraph

"There had been no convincing proof of infections causing Alzheimer disease. We need always to keep an open mind but this editorial does not reflect what most researchers think about Alzheimer disease".

Non ci sono prove convincenti sul fatto che delle infezioni causino l'Alzheimer. Come ricorda Hardy abbiamo sempre bisogno di tenere la mente aperta, ma l'editoriale non rispecchia la mole di ricerche fatte su questa malattia. Il meccanismo alla base di questa che ormai possiamo chiamare tranquillamente "bufala" è lo stesso della correlazione autismo-vaccini: si vedono nessi causa-effetto la dove sussistono meramente due fenomeni casualmente contemporanei, decontestualizzati dal resto dei fattori concorrenti, spesso ancora difficili da stabilire quando si tratta di questo tipo di malattie. Negli studi a cui l'editoriale fa riferimento verrebbe dimostrato che le persone anziane con infezioni da Herpes avrebbero più probabilità di essere affetti da Alzheimer rispetto a quelli senza. Il nesso è puramente casuale, al massimo potrebbero aver scoperto che le persone anziane maggiormente predisposte all'Herpes sono anche a rischio di Alzheimer.

Nessuna ricerca dimostra che l'Herpes sia la causa del morbo. Per motivi ancora poco chiari i cambiamenti del sistema immunitario legati alla herpes sembrano essere più comuni negli individui di età superiore a 60 anni affetti da Alzheimer. Per quanto ne sappiamo solo negli Stati Uniti l'80% della popolazione è predisposta ad avere infezioni di questo genere. Curiosamente non si fa mai il ragionamento contrario: potrebbe essere che i cambiamenti del sistema immunitario legati all'Alzheimer causino più riattivazioni del virus. Effettivamente quando piove prendiamo l'ombrello, ma uscire con l'ombrello non provoca precipitazioni atmosferiche. E' la pioggia che causa la "riattivazione degli ombrelli".