Gli scienziati del Sunnybrook Health Sciences Centre sono riusciti ad attraversare la barriera emato-encefalica (BEE) che, se da un lato protegge il nostro cervello da eventuali attacchi esterni di agenti patogeni, dall'altro però impedisce ad alcuni farmaci di nuova generazione di entrare e combattere contro le cellule tumorali, in caso di tumori cerebrali. Come spiega il dottr Todd Mainprize, autore dello studio, “La barriera emato-encefalica è da sempre stata un ostacolo persistente che impediva di fornire terapie”.

Per riuscirci, i ricercatori hanno iniettato nel corpo di una paziente volontaria malata di tumore cerebrale un mix di farmaci chemioterapici e di microbolle riempite di gas che, una volta diffuse nel corpo fino al cervello, sono state fatte vibrare con l'utilizzo di ultrasuoni. Il loro movimento ha permesso che il farmaco riuscisse a superare la BEE creando un varco tra le varie cellule e quindi a raggiungere il cervello e il tumore.

24 ore dopo l'iniezione, gli scienziati hanno operato chirurgicamente la donna asportando il tumore e parte del tessuto che lo circondava che adesso verranno analizzati per capire se il farmaco li abbia effettivamente raggiunti e, se così dovesse essere, ci troveremmo davanti ad una scoperta fondamentale per la cura di questo male.

Ovviamente questo tipo di procedura può comportare dei rischi per la salute del paziente, per questo sono necessari ulteriori approfondimenti e test per verificarne l'efficacia. I ricercatori fanno sapere di essere pronti ad intervenire su altri 10 volontari che già attualmente sono in lista per l'operazione chirurgica tradizionale necessaria per rimuovere il tumore.

E non è tutto. Questo nuovo tipo di trattamento potrebbe risultare efficace anche per la cura dell'Alzheimer e di altre condizioni psichiatriche.