Sono riusciti a farli vivere oltre 13 giorni, stiamo parlando degli embrioni umani sviluppati in vitro dai ricercatori della University of Cambridge che, grazie a questo record segnato, riusciranno a capire come ottenere risultati migliori nei casi di fecondazione assistita. I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati su Nature Cell Biology sotto il titolo di “Self-organization of the human embryo in the absence of maternal tissues”.

Quando si parla di fecondazione assistita, bisogna tener presente che non tutte le operazioni vanno a buon fine. Capita infatti che l'impianto dell'embrione fallisca senza che i medici possano capirne il motivo, gli studi effettuati sino ad ora avevano infatti permesso di osservarne lo sviluppo in laboratorio solo fino a 7 giorni di “vita”.

I ricercatori della University of Cambridge sono però riusciti a creare un sistema capace di portare gli embrioni umani ad uno sviluppo di 13 giorni e quindi ad osservare l'intera fase embrionale chiamata blastocisti, quando cioè le cellule staminali si raggruppano all'interno dell'embrione.

Durante la blastocisti si formano tre cellule: quelle che si svilupperanno nel corpo futuro (che formano l'epiblasto), quelle che diventeranno placenta e permetteranno all'embrione di attaccarsi al grembo e quelle che formano l'endoderma primitivo che permette agli organi del feto di svilupparsi adeguatamente. Durante questo periodo vi sono alcuni passaggi che fino ad ora non erano mai stati osservati dai ricercatori.

Grazie allo studio gli scienziati hanno potuto ottenere informazioni utili su questa fase della vita di un embrione e, con ulteriori ricerche, sperano di riuscire a comprendere come ottenere un'efficacia del 100% nelle fecondazioni assistite.

[Foto copertina di University of Cambridge]