Tra i vari fenomeni naturali che caratterizzano il nostro pianeta, le aurore boreali sono tra i più affascinanti in assoluto, regalando uno spettacolo visivo letteralmente mozzafiato. Non è un caso che esse rappresentino una delle principali attrazioni turistiche nei paesi ove sono visibili. A corredo del nostro articolo potete osservare sette splendide immagini catturate recentemente nel villaggio di Andenes, in Norvegia, ritenuto uno dei luoghi migliori al mondo dover poter assistere a questa meraviglia della natura.

Cos'è un'aurora boreale.

L'aurora boreale è un'aurora polare che avviene nell'emisfero settentrionale del nostro pianeta, e spesso viene indicata col nome latino “aurora borealis”. Ciò significa che esistono aurore anche nell'emisfero sud; in questo caso esse prendono il nome di aurore australi. Si tratta di fenomeni ottici che avvengono nella rarefatta ionosfera, tra i 100 ed i 500 chilometri di altezza, innescati dal contatto dei gas atmosferici col vento solare. Le strutture sinuose che si osservano nella volta celeste, plasmate dal campo magnetico terrestre, prendono il nome di archi aurorali e sono caratterizzate da colori brillanti di varie tonalità, tra le quali spiccano il verde e l'azzurro.

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Come originano le aurore.

Il fenomeno ottico delle aurore è generato dall'interazione tra le particelle cariche del vento solare con gli atomi dei gas presenti nella ionosfera, una reazione che sprigiona minuscoli flash di luce. Ripetuta per miliardi di volte, tale interazione può dare origine ad aurore lunghe anche centinaia di chilometri, con strutture di varie forme ed intensità. Tra le più spettacolari vi sono quelle ad archi pulsanti. I colori e la vividezza sono determinati dall'altitudine, dalla densità atmosferica e dalla composizione del gas nella specifica zona interessata, oltre che dal livello energetico delle particelle. Le aurore visibili ad occhio nudo sono innescate dagli elettroni, mentre per osservare quelle provocate dai protoni è necessaria un'apposita strumentazione.

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Perché sono visibili solo nei pressi dei poli.

Le aurore polari non sono visibili ovunque a causa delle variazioni nell'intensità del campo magnetico terrestre. Poiché esso risulta essere meno intenso ai poli, qui offre una resistenza inferiore all'impatto del vento solare, che viaggia nello spazio interplanetario a una velocità tra i 400 e gli 800 chilometri al secondo. Al Polo Nord e al Polo Sud il vento solare può letteralmente ‘sfondare' la magnetosfera, riversando nella ionosfera una enorme quantità di particelle cariche, quelle responsabili del fenomeno ottico. Non è un caso che vi sia uno stretto legame tra l'intensità dell'attività solare e lo spettacolo visivo offerto dalle aurore boreali. Nel caso di vere e proprie tempeste solari, come avvenne nel 1859, le aurore polari possono diventare visibili anche a latitudini più basse.

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Le immagini di Andenes.

Le fotografie che accompagnano l'articolo, opera del nostro lettore Gianfranco Ercolani, sono state scattate tra le 21:30 e le 22:30 dello scorso 22 febbraio, a una temperatura di -8° centigradi. Nelle immagini è possibile osservare il caratteristico faro (alto 40 metri) del villaggio di Andenes, un piccolo insediamento sito a nord dell’isola di Andøya, nell'arcipelago norvegese di Vesteråle. La struttura fu inaugurata nel lontano 1859 ed è tutt'oggi in funzione. Oltre che per le aurore boreali, Andenes è famoso per le avventurose escursioni di whale watching e bird watching, grazie alle quali è possibile osservare capodogli e pulcinelle di mare, in particolar modo sull’Isola di Bleik.

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[Foto di Gianfranco Ercolani]