Erano anni che i ricercatori speravano di trovarne uno e ora finalmente ce l'hanno fatta: ecco svelato l'aspetto fisico del Kuphus polythalamia, un ‘verme' lungo un metro e mezzo, completamente nero, protetto da una conchiglia e che si ciba per lo più di…zolfo! Sì, a descriverlo così più che un essere vivente esistente sembrerebbe essere il protagonista di un film di fantascienza o il frutto dell'immaginazione di un bambino: ma per la gioia dei biologi, esiste davvero e ora può essere studiato.

Non è un verme. Il Kuphus polythalamia appartiene alla famiglia dei Teredinidi navali (vermi della navi) che sono molluschi che vivono all'interno di una conchiglia che fa da protezione. Nello specifico, il Kuphus polythalamia è il bivalve più lungo conosciuto.

Cosa mangia il super ‘verme'. Il Kuphus polythalamia, come dicevamo, è un teredinide che, a differenza di quello navale, non si ciba del legno: vive in simbiosi con alcuni batteri e si nutre di zolfo. In pratica i batteri, come se fossero degli chef in miniatura, utilizzano il solfuro di idrogeno come energia per produrre carbonio organico, il nutrimento del super verme. Si tratta di un procedimento che è simile a quello della fotosintesi per le piante.

Una scoperta importante. Dicevamo che il Kuphus polythalamia non si ciba di legno, ma di gas in teoria nocivi che trova all'interno del fango: gli scienziati stanno ora cercando di capire come ciò sia possibile. “Siamo inoltre interessati a scoprire se sono avvenute simili transizioni anche in altri animali che vivono in habitat così unici in giro per il mondo”, ha dichiarato Daniel Distel, uno degli autori dello studio intitolato “Discovery of chemoautotrophic symbiosis in the giant shipworm Kuphus polythalamia (Bivalvia: Teredinidae) extends wooden-steps theory” e pubblicato su PNAS.

Come è stato scoperto. Il ritrovamento di questo rarissimo animale è avvenuto per caso osservando un video pubblicato su un canale televisivo delle Filippine: il video mostrava la creatura che sembrava una carota gigante piantata nel fango di un lago poco profondo.

[Foto e GIF di Università dello Utah]