Un gruppo di otto paraplegici torna a muoversi grazie all'impiego di tecnologie che addestrano il cervello a ricordarsi come gestire e controllare il movimento del corpo attraverso un esoscheletro. A darne notizia sono i ricercatori del Walk Again Project (WAP) che nel 2014 avevano mostrato i loro primi successi in occasione dei mondiali di calcio brasiliani: un uomo paralizzato dal busto aveva dato il calcio di inizio utilizzando una macchina che si interfacciava con il suo cervello e che gli permetteva di controllare i movimenti mentre riceveva una risposta tattile dal piede, anch'esso collegato all'esoscheletro.

Da allora il progetto riabilitativo è andato avanti ed ha accompagnato otto persone attraverso un lungo percorso di training che unisce la tecnologia al metabolismo, i neuroscienziati agli ingegneri, le macchine al cervello. In pratica, spiegano i responsabili della scoperta, impiegando la realtà virtuale, ai partecipanti è stato chiesto di immaginarsi di muoversi all'interno del gioco che vedevano attraverso il visore Oculus Rift, così facendo hanno potuto registrare quali parti del cervello si attivavano in relazione al movimento pensato. Ai pazienti veniva inoltre fornito simultaneamente una risposta tattile, grazie ad una speciale attrezzatura, ogni volta che l'avatar toccava il pavimento.

In aggiunta, i ricercatori hanno utilizzato altre strumentazioni, come il Lokomat, che permette di provare a camminare mantenendo sospeso in aria il paziente, e l'esoscheletro collegato al cervello per controllarne i movimenti. Lavorando costantemente con tutti questi elementi, i partecipanti sono riusciti a riacquisire la mobilità volontaria delle gambe e a migliorare la funzionalità dell'intestino e della vescica in favore anche delle funzioni cardiovascolari.

Quanto realizzato segna un enorme passo avanti utile ad aiutare le persone paralizzate anche da moltissimi anni (alcuni pazienti non si muovevano da 14 anni) e speriamo che possa presto fornirci soluzioni efficaci.

[Foto copertina di AASDAP]