Il futuro della spazzatura, quantomeno quello dei rifiuti organici, profuma di buono. Grazie ad una nuova tecnologia ribattezzata “Smart Upgrading”, sarà infatti possibile produrre biometano a partire dal cosiddetto umido e con costi inferiori a quelli attuali, utilizzando composti a basso impatto ambientale in grado di catturare la Co2. La nuova tecnologia, sviluppata dai ricercatori del dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca, è stata installata in un primo impianto in grado di fornire gas, luce e riscaldamento a circa 5mila abitazioni del territorio, per un controvalore economico di 3 milioni e 500 mila euro.

A breve un nuovo impianto per la produzione di biometano – Grazie alla tecnologia Smart Upgrading, spiegano gli scienziati, è possibile “lavare” il biogas ottenuto dalla fermentazione dei rifiuti e ottenere metano. L’impianto sperimentale è situato nell’ex discarica di Cem Ambiente a Cavenago Brianza ma già nei prossimi mesi dovrebbe esser pronto un impianto industriale ancor più potente. Diversamente dalle tecnologie impiegate in Germani e negli Stati Uniti, la Smart Upgrading presenta il vantaggio di lavorare con una sostanza di trasformazione biodegradabile e dal costo contenuto. Se questo non fosse già abbastanza, l’impianto, per il suo funzionamento, richiedere una quantità di energia molto bassa.

Possibile produrre un gas pulito e di qualità – Con Smart Upgrading, garantiscono i ricercatori, sarà possibile produrre un gas made in Italy estremamente pulito e di qualità paragonabile, se non superiore, al metano che il nostro Paese importa dalla Russia e dal Nord Africa.

Entusiasmo dei due enti sviluppatori – “Abbiamo accolto con favore e compartecipato economicamente alla proposta dell’Università di utilizzare il gas prodotto dai nostri rifiuti per produrre biometano – sottolinea Virginio Pedrazzi, amministratore unico di Cem Ambiente Spa – andando incontro anche a un indirizzo di legge che chiede espressamente di produrre questo gas che ha già una rete e può essere utilizzato meglio e di più del biogas”. “Grazie all’accordo con Cem Ambiente – evidenzia poi Maurizio Acciarri, professore associato di fisica sperimentale del Dipartimento di Scienza dei Materiali e responsabile del progetto per l’Università di Milano-Bicocca –  è stato possibile verificare dal vivo l’efficacia di questa nuova tecnologia su un gas reale”.

Nuova tecnologia genererà il 20% del fabbisogno energetico – Gli esperti dell’Università di Milano-Bicocca stimano che il biometano prodotto attraverso on il trattamento di tutti i rifiuti organici e scarti vegetali sarebbe in grado di coprire oltre il 20% del fabbisogno energetico italiano, con un notevole risparmio per le casse dello Stato.