Un team di astronomi dell'Università del Michigan ha carpito nuovi dettagli su 2014 UZ224, meglio conosciuto col nomignolo di ‘Dee Dee' (Distant Dwarf), un corpo celeste che orbita ai confini del nostro Sistema solare e che in base ai dati raccolti potrebbe essere classificato come pianeta nano. Scoperto alla fine del 2016 dal team del professor David Gerdes, docente di astronomia e autore principale della nuova ricerca, Dee Dee ha immediatamente catturato l'attenzione degli esperti, che lo avevano individuato grazie a un ‘piccolo' telescopio di 4 metri – il Blanco Telescope – presso il Cerro Tololo Inter-American Observatory in Cile. Dopo un primo sguardo hanno deciso di puntarlo con uno strumento molto più sofisticato, l'Atacama Large/Array submillimeter Millimeter (ALMA), un radiointerferometro composto da 66 radiotelescopi, che è stato recentemente sfruttato anche per provare a catturare la prima fotografia di un buco nero.

L'orbita peculiare di Dee Dee attorno al Sole: per completarla impiega 1.100 anniin foto: L'orbita peculiare di Dee Dee attorno al Sole: per completarla impiega 1.100 anni

Dalle analisi è emerso che Dee Dee risulta essere ben più grande di quel che si credesse; ha infatti un diametro di circa 650 chilometri, poco meno del pianeta nano Cerere, ed è proprio a questo gruppo di corpi celesti che dovrebbe essere associato. Le sue dimensioni, infatti, dovrebbero avergli permesso di raggiungere una forma sferoidale. A causa della enorme distanza che lo separa dal Sole, circa 150 milioni di chilometri (92 volte la distanza Terra-Sole), il corpo celeste è freddissimo: la sua temperatura è infatti di appena 30 kelvin sopra lo zero assoluto. Riflette così poca luce solare che gli studiosi lo hanno paragonato alla fiamma di una candela accesa a metà strada tra Terra e Luna.

La flebile traccia luminosa di Dee Dee, catturata dall'ALMAin foto: La flebile traccia luminosa di Dee Dee, catturata dall'ALMA

L'enorme distanza che lo separa dal Sole ha anche altri due effetti interessanti: per compiere un'orbita attorno alla nostra stella impiega ben 1.140 anni, mentre ci vogliono 13 ore prima che la sua luce arrivi sino a noi. Si tratta dunque di un oggetto estremamente complesso da studiare, ma anche molto importante, poiché carpirne i dettagli potrebbe aiutarci a comprendere meglio le origini e i processi di formazione del Sistema solare. Le tecniche adottate per studiarlo potrebbero inoltre rilevarsi utili anche per intercettare il misterioso Pianeta 9, al quale tutti quanti possiamo dare la caccia attraverso questo progetto online messo in piedi dalla NASA. I dettagli su Dee Dee sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Astrophysical Journal Letters.

[Immagini di NRAO]