Aumentano i casi di epatite A in Italia, in particolare tra gli uomini che fanno sesso con altri uomini. A darne conferma è l'Istituto Superiore di Sanità che pubblica i dati relativi al documento di valutazione del rischio dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) intitolato “Hepatitis A outbreaks in the EU/EEA mostly affecting men who have sex with men” e pubblicato nei giorni scorsi.

Epatite A in Europa.

Secondo le ultime indagini, in Europa, e così anche in Italia, possiamo parlare di ‘epidemia di epatite a' tra il giugno 2016 e il febbraio 2017, quando sono stati segnalati 179 casi associati a tre ceppi di virus di genotipo IA. I soggetti più a rischio sono gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, definiti MSM. In Europa i 13 Paesi in cui sono stati confermati 287 casi sono: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito.

Epatite A in Italia.

In generale, in Italia, come spiega Epicentro, il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica, tra l'agosto 2016 e il febbraio 2017, in realtà “sono stati notificati 583 nuovi casi”, un numero che è cinque volte superiore rispetto all'anno precedente. La Regione più colpita è il Lazio, seguono Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Puglia.

Soggetti a rischio.

L'età media dei pazienti è di 34 anni e nell'85% dei casi si tratta di maschi che, nel 61% delle volte, dichiara di essere omosessuale.

Cos'è l'epatite A.

Quando parliamo di epatite A ci riferiamo ad una malattia infettiva causata da un virus che colpisce le cellule del fegato.

Come si trasmette.

Il contagio del virus avviene per contatto diretto o per consumo di cibo e bevande da soggetti contaminati e resta nelle feci anche 10 giorni dopo l'esordio dei sintomi. Il virus tende a diffondersi in ambienti con scarsa igiene e in seguito a rapporti anali, per questo motivo gli uomini omosessuali sono maggiormente a rischio.

Sintomi e complicanze.

L'epatite A è asintomatica nella maggior parte dei casi, diversamente i sintomi principali, che si manifestano tra i 15 e i 45 giorni dopo il contagio, sono

  • stanchezza
  • perdita di appetito
  • nausea
  • vomito
  • febbre
  • dolori addominali
  • ittero (proprio perché colpisce il fegato)
  • prurito
  • urina scura
  • feci chiare
  • Si guarisce di solito nel giro di 2-10 settimane con conseguente immunità permanente.

Tra le complicanze si segnalano forme fulminanti oltre i 50 anni di età, mortali nell'80% dei casi.

Diagnosi, cura e prevenzioni.

La diagnosi si effettua in base ai sintomi o analisi del sangue. Mentre la terapia non richiede farmaci vista l'entità dei sintomi. Di solito si consiglia riposo, dieta sana e molti liquidi. Quanto alla prevenzione, esiste un vaccino efficace e tollerato, inoltre si sconsiglia di consumare frutti di mare crudi e rispettare le norme igienico-sanitarie.

[Foto copertina di qimono]