in foto: Morire di paura

Quanto volte dopo esservi spaventati avete affermato “sono quasi morto di paura”? Per quanto possa sembrare un modo di dire, la scienza ci spiega che in realtà sia possibile morire a causa di un brutto spavento. LiveScience fa sapere infatti che quando ci troviamo in una situazione che ci terrorizza, il nostro corpo mette in moto una serie di risposte fisiologiche chiamate “reazione di attacco o fuga” che ci preparano ad affrontare l'ostacolo che abbiamo di fronte, che sia combattendolo o scappando. Come spiega il dottor Robert Glatter, nel nostro organismo viene rilasciata una grande quantità di adrenalina, accompagnata da battito cardiaco accelerato, dilatazione delle pupille e maggior flusso sanguigno verso i muscoli.

Questo però non è sempre salutare per il nostro cuore poiché la stessa adrenalina innesca il rilascio di calcio che porta il cuore a contrarsi con forza al punto da non permettergli di rilassarsi. Conseguenza di una simile reazione potrebbe essere lo sviluppo di un'aritmia chiamata fibrillazione ventricolare, cioè contrazioni non controllate del cuore che impediscono il suo regolare funzionamento.

A tutto ciò bisogna aggiungere il forte calo della pressione sanguigna che ne segue, l'assenza di sangue al cervello e la successiva perdita di coscienza. Insomma, per alcune persone un forte spavento potrebbe essere l'inizio di un arresto cardiaco, sottolinea Glatter.

Ma non è solo la paura a stimolare una simile reazione nel nostro corpo. Lo stesso discorso vale in generale per le emozioni più estreme, come quelle provate durante un rapporto sessuale, un evento sportivo o un momento religioso, ma anche in seguito ad un rumore inaspettato o un odore penetrante.