Negli Stati Uniti, in Pennsylvania, gli scienziati hanno trovato un campione di urina infetto resistente persino ad uno degli antibiotici più efficaci al mondo, la colistina. Quanto scoperto preoccupa perché dimostra che esistono già batteri capaci di resistere a quasi tutti i farmaci. La scoperta è stata pubblicata all'interno dello studio intitolato “Escherichia coli Harboring mcr-1 and blaCTX-M on a Novel IncF Plasmid: First report of mcr-1 in the USA” e pubblicato sulla rivista Antimicrobial Agents and Chemotherapy.

A darne notizia è il Multidrug Resistant Organism Repository and Surveillance Network (MRSN) del Walter Reed Army Institute of Research (WRAIR) che spiega come la colistina sia da considerarsi una sorta di “ultima spiaggia” da utilizzare per sconfiggere un batterio particolarmente potente che però, in questo caso, non è risultata efficace. Una volta scoperto il batterio nel campione di urina i ricercatori ne hanno testato la suscettibilità alla colistina e hanno scoperto che “non esiste un dosaggio sicuro di colistina capace di curare una simile infezione batterica”.

I test effettuati hanno evidenziato la presenza di un gene specifico, mrc-1, resistente alla colistina. Questo stesso gene è stato collegato anche ad un'infezione intestinale provocata dal batterio Escherichia coli e, secondo i ricercatori, può trasferirsi ad altri batteri rischiando di provocare una crisi globale in quanto sempre più batteri risulterebbero resistenti ai farmaci. In pratica il rischio è che non potremo curarci.

Al momento gli scienziati sono al lavoro per comprendere quale sia la vera entità del problema. C'è da capire anche come la donna, curata comunque con altri antibiotici, sia entrata in contatto con il batterio. Il batterio trovato dunque non è incurabile, ma preoccupa che esistano batteri resistenti all'antibiotico più potente.

Quello dell'antibiotico resistenza è un problema sollevato più volte in questi anni. La troppa facilità con cui assumiamo farmaci per curarci anche di mali minori ha "addestrato" i batteri alle sostanze che, con il passare del tempo, sono diventate sempre più inefficaci. L'esistenza di un gene, l'mcr-1, resistente alla colistina (molto potente e utilizzata solo nei casi più gravi), e facilmente trasferibile ad altri batteri, preoccupa già da tempo i ricercatori che stanno studiando nuove tipologie da farmaci.

[Foto copertina di geralt]