Sono passati 9 mesi dal doppio trapianto di mani che ha permesso, oggi, a Chris King di scrivere a penna una lettera al professor Simon Kay che ha guidato il team di chirurghi del Leeds General Infirmary durante le 12 ore di operazione. Il paziente aveva perso entrambe le mani quattro anni fa in un incidente sul lavoro che gli aveva lasciato solo i pollici e che rischiava di ucciderlo. Adesso Chris sta riuscendo a tornare alla normalità, come racconta lui stesso infatti è in grado di tenere in mano una penna, e di utilizzarla, di afferrare una tazza e di reggere un libro, azioni queste che per noi sono semplicissime, ma che non sono scontate in chi ha subito una simile operazione chirurgica.

Per unire le mani del donatore ai polsi di Chris, i medici hanno prima unito le ossa con lastre di titanio e viti, e poi hanno collegato i tendini, i muscoli, i vasi sanguigni e i nervi. Trovare un donatore per una simile operazione non è semplice perché oltre alla corrispondenza del gruppo sanguigno, necessario per evitare problemi e rigetti, bisogna trovare le mani della giusta misura e dal colore della pelle simile.

“Sono le mie mani, sono davvero le mie mani. Il mio sangue passa attraverso di loro. I miei tendini sono attaccati. Sono mie”, queste le parole di sorpresa mista a gioia utilizzate da Chris, al termine dell'operazione, per esprimere l'emozione di riavere le mani.

Sono passati 9 mesi e le ferite si sono completamente chiuse, Chris King, 57 anni, racconta la sua nuova vita e la felicità di poter di nuovo svolgere quelle attività semplici che diamo per scontate.

Ora che in grado di farlo, Chris ha deciso di scrivere a penna una lettera di ringraziamento al professore che gli ha permesso di avere di nuovo le mani: “Adesso riesco addirittura a scrivere con entrambe le mani”, ha dichiarato.