La speranza è l'ultima a morire, però ad un certo punto muore anche lei, a meno che non decida di farsi congelare. Esiste infatti un processo che si chiama “criopreservazione” che, al momento, è applicabile a cellule viventi e tessuti e che, in futuro, potrebbe permettere a noi esseri umani di venire “ibernati” nella speranza che qualcuno sappia come scongelarci. In queste ore sta facendo il giro del mondo la notizia di una ragazzina di 14 anni che, morta a causa di una rarissima forma di cancro, è riuscita ad ottenere il via libera per la criopreservazione e dal Regno Unito verrà trasportata negli USA dove resterà in una struttura specializzata fino a chissà quando. Prima di iniziare ad informarci come farci ibernare per tornare a vivere in futuro in perfetto stile Mel Gibson in “Amore per sempre”, facciamo chiarezza su cosa sia davvero la criopreservazione e cosa possiamo aspettarci da questo processo.

Cos'è la criopreservazione.

Con il termine criopreservazione ci riferiamo a quel processo attraverso il quale tessuti e cellule vengono conservati a temperature molto basse, circa -200 gradi, per mantenerne inalterata la struttura e la funzione fino al momento in cui vengono utilizzati. Il principale settore in cui la criopreservazione viene impiegata è quello ormai celebre della procreazione assistita: in questo caso ad essere congelati sono gli ovociti o gli spermatozoi dei donatori che per svariati motivi (malattie o età) scelgono di conservarli fino al momento in cui ne riterranno opportuno l'utilizzo.

Il processo di congelamento.

La criopreservazione funziona perché il processo di congelamento è molto lento e riesce a non alterare i tessuti e le cellule, ma li mantiene intatti a livello strutturale. Ad essere impiegato è l'azoto liquido, il cui punto di congelamento è a -196 gradi.

Congelare un essere umano è possibile? Come si fa?

La risposta è Sì. Il problema è il defrost, lo scongelamento. Ad oggi infatti è possibile criopreservare una persona, ma come si fa? Innanzitutto il processo di congelamento deve iniziare subito dopo il decesso per minimizzare i danni della morte, come afferma la Alcor Life Extension Foundation, che si occupa di criopreservazione, “un paziente è considerato realmente morto solo dopo che il cuore ha smesso di battere per 4/6 minuti” in quest'arco temporale bisogna intervenire per evitare le morte del cervello. A questo punto quindi si fa ripartire artificialmente il battito cardiaco così da far drenare il sangue e i liquidi dall'organismo e sostituirli con altre sostanze, crioprotettori, che evitano la formazione di cristalli di ghiaccio altrimenti dannosi per le cellule. Nel frattempo la temperatura viene fatta abbassare lentamente fino a raggiungere i -196 gradi. Il cervello viene separato dal resto del corpo e adagiato un contenitore con azoto liquido, sempre a -196 gradi.

Scongelamento, questo è il problema.

Ma veniamo al punto. Mettiamo caso che un corpo venga perfettamente criopreservato, potrà essere decongelato? Attualmente non è possibile farlo. Insomma, le persone si stanno facendo congelare nella speranza (e qui torniamo al punto di partenza) che un domani la scienza abbia le competenze per riuscire realmente a riportare in vita una persona criopreservata. Si tratta dunque di una scommessa, come direbbe Pascal, che in questo caso però non è alla portata di tutti come la Fede, ma è accessibile a chi ha denaro a sufficienza per essere conservato in frigo: la pratica richiede infatti decine di migliaia di euro, a seconda dei servizi richiesti.

Perché farsi criopreservare.

Considerando i costi e la non certezza che un domani qualcuno possa scongelarci, perché dovremmo farci criopreservare? Di solito chi chiede di seguire questo processo è una persona gravemente malata per la quale oggi non esistono cure. Vista la capacità della scienza di progredire e riuscire a risolvere problemi di salute un tempo insormontabili, l'idea di base è che un domani ci si possa curare da un male oggi indistruttibile. Insomma, a costo di ripetersi, la speranza è l'ultima a morire.

C'è davvero qualcuno che si fa congelare?

A quanto pare, Sì. Solo tra le più grandi aziende di criopreservazione il numero arriva a quasi 2.000. Si tratta sia di persone già criopreservate sia di pazienti o individui che hanno firmato l'accordo di criopreservazione una volta che saranno morti.

[Foto copertina di stux]