Non si placano le polemiche riguardanti il delfino morto sulla spiaggia di Santa Teresita, Buenos Aires. Sembra infatti complicato riuscire a fare chiarezza su cosa sia veramente accaduto quel giorno. Secondo le prime notizie circolate un cucciolo di delfino sarebbe morto poiché tirato fuori dall'acqua dai bagnanti preoccupati più di scattarsi selfie (selfie o semplici fotografie e video poco importa) che di rimettere in mare l'animale nella speranza di salvarlo.

Alcuni però sostengono che in realtà l'esemplare di delfino fosse già deceduto e i bagnanti si siano “limitati” ad osservare l'animale con entusiasmo.

Secondo Vida Silvestre, la fondazione che rappresenta il WWF in Argentina, “Recientemente se difundieron fotos tomadas en Santa Teresita, provincia de Buenos Aires, donde se ve a un grupo de personas sosteniendo franciscanas fuera del agua en dos oportunidades. Al menos uno de esos animales murió” quindi “recentemente sono state diffuse alcune foto scattate a Santa Teresita, provincia di Buenos Aires, in cui si vede un gruppo di persone tenere fuori dall'acqua un pontoporia in due occasioni. In almeno una delle quali l'animale è morto”.

Dalle parole di Vida Silvestre, che prosegue il comunicato spiegando dunque quanto sia importante rimettere in mare i delfini trovati a riva, non si capisce con chiarezza se siano stati i bagnanti troppo curiosi e morbosi ad uccidere l'animale, in quanto non è specificato se il delfino trovato a riva fosse o meno già morto prima delle fotografie e dei video diffusi. Ma si parla solo di “In almeno una delle quali l'animale è morto”.

C'è infatti chi sostiene che all'interno del video qualcuno dica che il delfino è morto, ma dai primi fotogrammi il delfino sembrerebbe muoversi e quindi essere vivo. Ma non possiamo dirlo con certezza, forse solo un occhio esperto può aiutarci.

Resta da capire come mai l'uomo che lo ha catturato lo bagni con l'acqua del mare:

  • se l'animale fosse già stato morto, stava portando avanti un vano tentativo di rianimazione?
  • se l'animale invece fosse stato ancora vivo, stava cercando di rimetterlo in mare quando poi si è fatto cogliere dal protagonismo e dal desiderio di condividere la scoperta con le altre persone in spiaggia, finendo quindi per ucciderlo?
  • o quello che abbiamo visto è uno dei casi in cui il delfino non è morto e quindi dopo le foto è stato rimesso in mare e si è salvato?

Hernan Coria è il nome della persona che su Facebook ha postato le tristi immagini che hanno fatto subito il giro del web e che purtroppo però non sono più disponibili. L'uomo avrebbe parlato con Telefe Noticias al quale avrebbe dichiarato appunto che il delfino era già morto e che “el día anterior ya había pasado lo mismo”, “il giorno prima è successa la stessa cosa”. Insomma due sarebbero i delfini deceduti e non per colpa delle attenzioni dei bagnanti. Diversamente infatti, un altro esemplare era stato rimesso in acqua ed era riuscito a salvarsi.

Ma come è possibile? Il testimone racconta che quel giorno l'acqua era molto calda ed era pieno di meduse, per questo nessuno si stava facendo il bagno. Si potrebbe dunque trattare di casi di spiaggiamento, ai quali spesso i cetacei non riescono a sopravvivere.

Chi è il delfino trovato? Si tratta di un franciscana o delfín de Plata, che noi conosciamo come pontoporia. Vive unicamente tra l'Argentina, l'Uruguay e il Brasile ed è una specie a forte rischio estinzione, si contano infatti solo 30 mila esemplari. Grandi, anzi piccoli, tra 1,3 e 1,7 metri, è il delfino più piccolo al mondo.

Certo, capire se l'animale sia deceduto prima, durante o dopo cambia le carte sulla tavola dell'indignazione, ma come? Le ipotesi sono

  • si è trattato di scene di divertimento e sorpresa mentre un essere vivente stava morendo, o comunque soffrendo
  • si è trattato di scene di divertimento e sorpresa di fronte ad un animale già morto

In ogni caso restano inquietanti l'entusiasmo e le risate delle persone che hanno assistito alla scena. E non dimentichiamoci che se le acque dei mari sono troppo calde e se animali come questo sono a rischio estinzione è comunque tutta responsabilità dell'inquinamento che provochiamo ogni singolo giorno e che ci ha resi il principale motore della sesta estinzione di massa.