Quando parliamo di tumori ci riferiamo ad una proliferazione cellulare anomala, definita anche neoplasia, che forma una massa abnormale di tessuto e che può intaccare la salute di una persona, ci stiamo riferendo al cancro. Studi recenti hanno dimostrato che le cellule cancerose, per crescere e riprodursi, hanno bisogno di acidi grassi per la sintesi delle membrane plasmatiche. In pratica, i tumori per svilupparsi hanno bisogno di molecole di grasso. I ricercatori spiegano che ad essere coinvolto nella sintesi degli acidi grassi è l'enzima acetil-CoA carbossilasi, responsabile della lipogenesi utile alle cellule cancerose per moltiplicarsi.

Il ‘nemico' del cancro: elimina il grasso e blocca 9 tumori su 10

Per bloccare la crescita di un tumore, viste le premesse, gli scienziati hanno dunque pensato che potesse essere efficace intervenire direttamente sull'enzima acetil-CoA carbossilasi: fermando la sua azione, le cellule non avrebbero ottenuto i grassi necessari alla crescita. Come intervenire dunque sull'enzima?

Qui entra il campo l'inibitore ND646. In chimica, un inibitore è quella sostanza che, appunto, rallenta o ferma una reazione chimica. Quando parliamo dell'ND646, ci riferiamo ad un inibitore che ha diverse proprietà

  • antineoplastiche – poiché impedisce lo sviluppo di neoplasie (tumori) bloccando la replicazione cellulare
  • inibizione allosterica – poiché diminuisce l'attivazione di un enzima (in questo caso proprio l'acetil-CoA carbossilasi)

Gli scienziati stanno cercando di comprendere se l'inibitore ND646 possa avere anche capacità apoptotiche, se cioè sia in grado di indurre le cellule verso una morte programmata. Va detto infatti che le cellule tumorali sono resistenti all'apoptosi e, riuscire a sfruttare la proprietà dell'inibitore ND646 per stimolare la morte programmata, potrebbe rappresentare un'ipotesi di cura, che però ad oggi ancora non è stata dimostrata.

In generale dunque l'inibitore ND646 rappresenta una buona base di partenza per contrastare la proliferazione dei tumori e test effettuati in vitro e in vivo ne stanno dimostrando l'efficacia, purtroppo però sono necessari molti altri studi prima di poter ottenere un vero e proprio trattamento che ci faccia cantare vittoria.

[Foto copertina di skeeze]