“Stare seduti è il nuovo fumare” non è più una verità assoluta secondo i ricercatori della University of Sydney che sostengono come la vita sedentaria non rappresenti un link diretto con l’insorgere del diabete. I risultati della loro ricerca durata tredici anni, intitolata “Sitting behaviour is not associated with incident diabetes over 13 years: the Whitehall II cohort study”, sono stati pubblicati sul British Journal of Sports Medicine.

In questi anni molto si è parlato dei rischi della vita sedentaria considerata un autostrada verso un peggioramento dello stato di salute. Tra le malattie di cui è accusato il vivere tanto seduti spunta in diabete che però, secondo la recente ricerca, non sarebbe in realtà provocato da questo stile di vita che caratterizza l’esistenza di molti. Per giungere a questo conclusione, gli scienziati hanno analizzato i dati raccolti da 4.811 lavoratori di ufficio che, a inizio studio, non mostravano segni di malattie cardiovascolari o diabete: quantità di attività fisica giornaliera, BMI (indice di massa corporea), ore trascorse davanti alla TV, ore trascorse seduti a casa ma non davanti alla TV.

Nel corso degli anni i ricercatori hanno raccolto le risposte dei partecipanti, contato i nuovi casi di diabete e altre malattie, in totale 402, e scoperto che l’insorgenza del diabete è sì, in minima parte, da attribuirsi alla vita sedentaria, ma quella legata alla visione della televisione. Come mai?

Secondo gli scienziati guardare la TV è rischioso non tanto perché si è seduti, quanto semmai per le abitudini tipiche associate a questa attività: mangiare snack, bere bevande alcoliche o zuccherate e fumare. Insomma, la vita sedentaria non è per forza sinonimo di diabete, ma certo non fa bene alla salute e l’attività fisica è comunque sempre consigliata.

[Foto copertina di janeb31]