Del 2015 ricorderemo anche il caldo record: record estivo, avvertito con maggiore evidenza nelle città, ma anche record invernale, quando le festività natalizie hanno portato in dono temperature miti e cappe di smog sulle grandi città, ineliminabili se non a costo di pesanti blocchi della circolazione delle automobili. Che non fosse un'impressione soggettiva era evidente; ma adesso i risultati di due analisi indipendenti, una condotta dalla NASA e una dal NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), rivelano che effettivamente le temperature terrestri dell'anno appena conclusosi sono state le più calde dal 1880, ossia da quando disponiamo di dati.

in foto: Credits: Scientific Visualization Studio/Goddard Space Flight Center

Le temperature registrate nel 2015 sono la testimonianza di un trend di riscaldamento di lunga durata: basti pensare che il record precedente risaliva al 2014 per comprendere come ci si trovi di fronte ad un fenomeno complesso, difficilmente spiegabile sulla base del caso eccezionale. In generale, rispetto alla fine del XIX secolo le temperature medie della superficie terrestre si sono innalzate di circa 1 grado Celsius: un cambiamento che è largamente attribuibile all'aumento di anidride carbonica e di altre emissioni di origine antropica nell'atmosfera.

La gran parte del riscaldamento si è concentrato negli ultimi 35 anni, con 15 dei 16 anni "da record" verificatisi a partire dal 2001: l'anno scorso, perla prima volta, la media delle temperature è stata superiore di 1 grado rispetto alle media del 1880-1899.

Ci sono, poi, fenomeni come El Niño che contribuiscono ulteriormente a mantenere il clima "rovente" con variazioni nel breve termine che si innestano su un processo di mutamento di lunga durata: e questo è stato il caso del 2015, il più caldo anno di sempre, da quando abbiamo le registrazioni climatiche (almeno per adesso).