Durante gli scorsi 22 e 23 luglio il Sole ha dato spettacolo: una tempesta solare ha infatti permesso ai ricercatori di raccogliere immagini e video affascinanti che raccontano gli effetti dell'attività del Sole di questo periodo. Come spiegato dalla NASA, stiamo infatti attraversando un periodo chiamato “minimo solare” durante il quale nel Sole, nel corso del suo ciclo solare, l'attività della macchie solari e dei flare diminuisce fino a scomparire, ma non mancano picchi. Quelli dei giorni scorsi sono stati classificati di media intensità.

[Foto di NASA]

La tempesta è iniziata lo scorso aprile quando tutti noi abbiamo avuto occasione di osservare la macchia solare a forma di cuore. Come dicevamo, questo evento rilascia energia magnetica e radiazioni che possono attraversare l'atmosfera terrestre e disturbare i segnali GPS così come altri mezzi di comunicazione, compresa la radio. A questo proposito, lo Space Weather Prediction Center fa sapere che per il 2 agosto dovremmo aspettarci una tempesta geomagnetica che potrebbe disturbare le trasmissioni fino al 3 agosto. Ancora nulla è certo però, come spiega Mauro Messerotti dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dell'Università di Trieste, “ci sono fino a 18 ore di incertezza, perché tutto dipende dalla velocità con cui viaggia la bolla”. Insomma potremmo esserci preoccupati per nulla, così come potremmo venir colti di sorpresa.

Quando parliamo di “flare” ci riferiamo ad un fenomeno chiamato “brillamento” che consiste in un'eruzione solare molto violenta, pari a milioni di bombe atomiche, che rilascia dunque moltissima energia e che viene classificata con A, B, C, M e X dove A è la più debole e X il più forte.