in foto: Bisfenolo A, struttura chimica

Nel corso dell'International Conference on Chemicals Management (ICCM4) che si è tenuto a Ginevra, gli esperti della Endocrine Society si sono soffermati sull'importanza di utilizzare un approccio scientifico per limitare i rischi per la salute dovuti all'esposizione agli interferenti endocrini, ossia quelle sostanze, o miscele di sostanze, che agiscono sul sistema endocrino, alterandolo con conseguenze sulla salute dell'organismo. Diversi studi, negli ultimi anni, stanno progressivamente portando in luce come gli interferenti endocrini possano essere all'origine di infertilità e di diverse forme di tumore; ricerche ulteriori hanno dimostrato che sostanze di questo tipo sarebbero correlate anche a un rischio maggiore di sviluppare diabete di tipo 2 e obesità.

I più noti interferenti endocrini (per i quali si usa l'acronimo (EDCs dall'inglese) includono il bisfenolo A, presente nella carta degli scontrini ma anche nei rivestimenti di alcuni contenitori per alimenti, e i ftalati, che si trovano in diversi tipi di plastica, nei cosmetici, nei ritardanti di fiamma e nei pesticidi. Insomma, sono talmente comuni che quasi ciascun essere umano sulla Terra è stato esposto a queste sostanze almeno una volta nella vita.

Secondo un'analisi economica pubblicata da The Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism nello scorso marzo i costi per l'Unione europea dell'esposizione agli EDCs, in termini di spesa sanitaria e perdita di potenziali guadagni, si aggirano intono ai 157 miliardi all'anno: un dato che fa riflettere su quanto il problema sia sottovalutato nella nostra società. Il danno – come si può facilmente immaginare – è ancor più grave quando si parla di esposizione pre-natale.

Ma la società di endocrinologia punta il dito contro gli EDCs come fattori di rischio importanti anche per lo sviluppo di obesità e diabete. Nel fare ciò, ha un obiettivo preciso: la promozione di nuovi studi per approfondire quali sono le conseguenze dell'esposizione umana a queste sostanze e, parallelamente, di regolamenti che obblighino a testare le sostanze prima che si consenta l'utilizzo di prodotti che le contengono in commercio; allo stesso tempo, si auspica un uso sempre maggiore di prodotti che non contengano interferenti endocrini e la diffusione di politiche di consapevolezza per quanti espongono se stessi e i propri piccoli nel grembo agli ECDs.