Solo in Italia si contano circa 500mila persone affette da epilessia. La giornata mondiale dell'epilessia, istituita il 13 febbraio, è il culmine di un progetto ventennale dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità), in concomitanza con la Lega internazionale contro l'epilessia, per lottare contro i pregiudizi e i falsi miti che la riguardano. Spesso i pregiudizi influiscono pesantemente sull'impatto emotivo e sociale del paziente che scopre di essere epilettico. Conoscere la malattia aiuta anche ad accettarla, questo però non è solo compito di chi ne è affetto, si tratta di un dovere sociale. Vediamo allora di esaminare i cinque principali falsi miti attorno all'epilessia.

1. Mettere qualcosa in bocca per non ingoiare la lingua.

Non risulta nella letteratura di settore che qualcuno si sia mai ingoiato la lingua a seguito di un attacco epilettico. Forse è anche per questo che si consiglia di "mettere qualcosa in bocca" al soggetto in preda ad un attacco epilettico. E' assolutamente vero che durante queste crisi si può arrivare a mordersi la lingua, questo farà certamente perdere sangue, ma la lingua resterà sempre lì al suo posto. Ciò che soffocherebbe il paziente sarebbe sicuramente infilargli qualcosa in bocca. Insomma, non è proprio una bella idea.

2. L'epilessia è causata dai vaccini.

Sui falsi miti riguardanti i vaccini avevamo già ampiamente trattato. Purtroppo si è diffusa anche la vulgata in base al quale questi possano provocare anche l'epilessia. La fallacia logica alla base è più o meno sempre la stessa: un bambino sano viene vaccinato, presenta in un periodo successivo i sintomi di una malattia "X", quindi i vaccini causano "X". Così nei rari casi in cui i bambini vaccinati hanno presentato i sintomi dell'epilessia è comprensibile che i genitori facciano il collegamento; meno comprensibile è lo stesso atteggiamento da parte di chi sostenendo di elargire una corretta informazione, non si rende conto della mancanza dati a supporto delle tesi che correlano i vaccini all'epilessia. Recenti studi dimostrano infatti che questo disturbo è causato da particolari alterazioni genetiche.

3. Bloccare gli arti per fermare la crisi.

Un'altra pessima idea è cominciare a fare capannello attorno all'epilettico, magari tentando di bloccare la crisi afferrandogli braccia e gambe. Ottima idea se si vuole peggiorare la situazione. Per essere utili invece sarebbe il caso di assicurarsi che il soggetto sia in una posizione di sicurezza, che gli permetta di non sbattere la testa e non colpire oggetti contundenti. Tentare di interrompere la crisi in altra maniera sarebbe del tutto inutile.

4. La vita "anormale" degli epilettici.

Se c'è un personaggio che più di tutti dimostra quanto siano infondati i pregiudizi sugli epilettici è il cantante punk Ian Curtis, leader dei Joy Division, la cui triste fine (si suicidò) può spiegarsi molto probabilmente coi pregiudizi sulla sua condizione, piuttosto che sui reali limiti della stessa. È importante quindi sapere cos'è davvero l'epilessia e cosa effettivamente non è. Non stiamo parlando di una forma di malattia mentale; a meno che le crisi non siano particolarmente frequenti e impossibili da controllare, generalmente l'epilessia non è considerata una disabilità a tutti gli effetti, si può essere epilettici senza che questo giustifichi discriminazioni sul lavoro; infine non è contagiosa, può far sorridere ma c'è chi lo pensa.

5. Una donna epilettica non sarà mai madre.

Sulla presunta impossibilità di una donna a sostenere una gravidanza, o dell'incidenza di malformazioni al feto causate dai farmaci antiepilettici si è ricamato tanto. Per fortuna gli studi in merito hanno fatto grandi passi avanti, oggi non è proibitivo per una epilettica diventare madre.