Piramidi sulla superficie di pianeti che si ritiene in passato avessero degli oceani e una atmosfera come la Terra; gigantesche astronavi in posa sulla superficie lunare che la Nasa non vuole farci vedere, e tanto altro ancora. Gli alieni ci spiano da sempre? No, siamo noi che non conosciamo le tecnologie ormai alla portata di tutti, con cui produciamo e interpretiamo immagini la cui complessità spesso ci sfugge.

Spiati da Ufo occultati dal flusso elettromagnetico.

Curiosa tecnologia stealth permetterebbe agli alieni di spiarci sopra le nostre teste, occultati grazie ad una misteriosa tecnologia basata sul controllo di potenti flussi elettromagnetici, che stando a non ben identificati scienziati indiani potrebbero essere veicolati anche con la meditazione. A quanto pare questa capacità non resterebbe vincolata ai sistemi radar, infatti sono sufficienti delle foto amatoriali per "dimostrare" che i dischi volanti sono occultati anche alla vista, ma in qualche modo questo tipo di occultamento sfugge alla decnologia digitale in commercio.

Ufo della Stazione spaziale.

Periodicamente ragazzini muniti di smartphone riescono ad ottenere l'attenzione della stampa: parliamo dell'ennesimo Ufo avvistato vicino alla Iss (Stazione spaziale internazionale). Quando non si tratta di banali componenti e installazioni della stessa Stazione (messi in luce alla minima analisi fotografica) parliamo di lens flare: letteralmente riflessi delle lenti utilizzate negli apparecchi fotografici. Interessante notare come i tabloid diano spazio a immagini che si suppone sfuggano alla censura della Nasa per essere scovate da chiunque attraverso fotogrammi dalla scarsa risoluzione.

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Strutture misteriose su Venere.

Ufologi di tutta la Rete si sono scatenati recentemente nel diffondere immagini 3D raffiguranti misteriose strutture sulla superficie di Venere; veri e propri palazzi che fanno pensare ad antiche civiltà aliene. Le misteriose strutture si devono in realtà a errori ben noti agli esperti. Lo stesso discorso si può fare riguardo le sedicenti ziqqurat marziane di cui tanto si è scritto non pochi anni fa. In entrambi i casi parliamo di immagini ricavate da scansioni satellitari da cui vengono prodotte delle rappresentazioni tridimensionali dedotte attraverso gli algoritimi di un software. Quando poi si dispone di vere immagini fotografiche scopriamo immancabilmente che le presunte strutture non esistono.

Stanno arrivando i Borg di Star trek?

Il cubo nero avvistato vicino al Sole è solo un artefatto fotografico ulteriormente ritoccato. Gli ufologi sostengono che l'immagine della Nasa abbia accidentalmente rivelato un complotto dell'agenzia spaziale per nascondere gli UFO in orbita. Parliamo in realtà di un altro genere di artefatto, denominato banding, che nei video si presenta quando il bitrate è troppo basso per riprodurre fedelmente le immagini, creando così dei veri e propri quadrati, i quali se zumati diventano ancora più visibili. Se poi vengono colorati di nero il gioco è fatto. Non è raro trovare casi simili nelle immagini scattate nello Spazio, specie se opportunamente ingrandite.

Pezzo di scotch scambiato per Ufo.

Concludiamo citando la recente immagine scattata dalla missione Apollo 8 nel dicembre 1968. Al solito i tabloid inglesi ci si buttano a capofitto. Scopriamo così – alla minima analisi – che il sedicente Ufo altro non è che il residuo del nastro usato per fissare le pellicole ai telai di sviluppo, queste venivano infatti immerse in apposite soluzioni chimiche; tale artefatto fisico ha mascherato parte dell' emulsione fotografica, impedendone il pieno sviluppo e agendo leggermente ai lati generando un alone nero attorno, interpretato come l'ombra del gigantesco oggetto.