In Italia il processo di commercializzazione della cannabis terapeutica procede come previsto, come dimostra la testimonianza della Farmacia di Vicenza in cui il prodotto viene venduto già da tempo. La novità del 2017 è infatti che ad essere venduta infatti sarà più la cannabis olandese, ma quella Made in Italy dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, come da accordi firmati il 18 settembre 2014 tra il Ministro della Salute e il Ministro della difesa. Ma cos'è la cannabis terapeutica? Come funziona e come si assume?

Cannabis terapeutica vs ricreativa.

Chiariamo subito che “farsi la canne” (cannabis ricreativa) non corrisponde ad utilizzare la cannabis a scopi terapeutici. Quando parliamo di cannabis terapeutica ci riferiamo infatti a prodotti, prescritti dal medico, di sostanza attiva a base di cannabis che vengono utilizzati per contrastare alcune patologie o sintomi: nello specifico in Italia produciamo la Cannabis FM-2, sativa, costituita da infiorescenze essiccate e triturate, contenenti percentuali di THC comprese tra il 5 e l’8% e di Cannabidiolo (CBD) tra il 7,5 e il 12%.

Quanto costa la cannabis terapeutica.

Chiarito il fatto che la cannabis ad uso terapeutico deve essere prescritta dal medico, possiamo passare alla questione: gratis o a pagamento. La cannabis è gratis, quindi a carico del Sistema Sanitario Regionale, a seconda di quanto deciso a livello regionale, come specifica il decreto 9 novembre 2015

"la rimborsabilità a carico del Servizio sanitario regionale è subordinata alle indicazioni emanate da parte delle Regioni o Province autonome"

Diversamente, il costo è a carico del paziente. Nello specifico, per quanto riguarda la cannabis nostrana

"la convenzione prevede che la distribuzione alle farmacie avvenga ad un prezzo di euro 6,88 al grammo, IVA esclusa”, cifra questa che, considerato il ricarico delle farmacie, arriva a circa 15 euro al grammo di preparato (il prezzo di quella olandese era invece di 24 euro al grammo di preparato)".

Chi può utilizzare la cannabis terapeutica.

Gli impieghi della cannabis ad uso medico sono

  • riduzione del dolore a causa di sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale
  • riduzione del dolore cronico
  • riduzione di nausea e vomito,causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV
  • stimolazione dell'appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell'appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS e
  • nell'anoressia nervosa
  • glaucoma
  • riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette

Attenzione però, la cannabis terapeutica può essere prescritta solo nel caso in cui le terapie standard non abbiano effetto sul paziente.

Come funziona la cannabis terapeutica.

L'utilizzo di questa sostanza è legato ai suoi composti e all'azione che hanno sul nostro corpo

  • il tetraidrocannabinolo (THC), responsabile degli effetti psicoattivi della cannabis, ha effetti “antidolorifici, antinausea, antiemetici, anticinetosici, stimolanti l'appetito e ipotensivi sulla pressione endooculare
  • il cannabidiolo (CBD) ha invece un effetto “antinfiammatorio, analgesico, antinausea, antiemetico, antipsicotico, anti ischemico, ansiolitico e antiepilettico”.

Come si assume la cannabis.

Secondo quanto previsto dalla legge, l'uso medico della cannabis prevede

  • assunzione orale sotto forma di decotto (indicativamente bollire per 15 minuti a coperchio chiuso 500 mg di cannabis per 500 ml di acqua)
  • somministrazione per via inalatoria, mediante l'uso di uno specifico vaporizzatore (le infiorescenze vengono inserite all'interno di un'apparecchiature specifica per la vaporizzazione, si attende il completamento del riscaldamento e si inala il prodotto vaporizzato)

Effetti collaterali.

L'assunzione di cannabis ricreativa ha qualche effetto collaterale

  • alterazione dell'umore
  • insonnia
  • tachicardia
  • crisi paranoiche e di ansia
  • reazioni psicotiche
  • sindrome amotivazionale (apatia, mancanza di motivazioni, letargia, peggioramento della memoria e della concentrazione e stato di giudizio alterato)