Nel 2015 i ricercatori avevano fatto tirare un sospiro di sollievo quando avevano dichiarato che il 90% dei tumori è influenzato da fattori estrinsechi, come il fumo e l'inquinamento, che quindi possono essere controllati. Oggi però, una nuova ricerca della John Hopkins University afferma praticamente il contrario cioè: il 66% dei tumori si sviluppa per caso, o meglio, a causa di un errore di copiatura del DNA del tutto imprevedibile. Ma come è possibile? Andiamo per punti.

Cos'è un tumore? Il tumore si forma quando una cellula dell'organismo ad un certo punto ‘impazzisce', perde le sue proprietà per prenderne altre e inizia a moltiplicarsi. Ma perché ‘impazzisce'?

Tra le cause principali, i ricercatori elencano lo stile di vita, quindi il consumo di alcol, l'abuso di fumo, l'inquinamento e una dieta non equilibrata, e la genetica. Ci sono però casi clinici in cui queste cause non sussistono, eppure una persona si ammala lo stesso. Come mai?

Qui entra in gioco lo studio della John Hopkins. Gli scienziati hanno infatti osservato da vicino le mutazioni che portano ad una crescita abnormale delle cellule in 32 diversi tipi di cancro e per farlo hanno sviluppato un modello matematico. “Generalmente ci vogliono circa due o più mutazioni critiche del gene per portare alla formazione del cancro – spiegano i ricercatori – in una persona queste mutazioni possono essere dovute da errori di duplicazione del DNA casuali”.

Dai dati raccolti analizzando tutte le 32 tipologie di cancro, i ricercati hanno scoperto che, mediamente, il 66% delle mutazioni è il risultato di una duplicazione errata e casuale, insomma il caso, il 29% può essere attribuito allo stile di vita e il restante 5% alla genetica.

Quanto scoperto ovviamente non è un invito a darsi ad una vita sregolata fatta di smog, cibi grassi e fumo: questi infatti rappresentano comunque una molla scatenante.

[Foto di VSHIVKOVA]