in foto: Calvizie

Contro la calvizie potrebbe presto arrivare una soluzione. Lo fanno sapere i ricercatori del Columbia University Medical Center che a tal proposito hanno pubblicato su Science Advances lo studio intitolato “Pharmacologic inhibition of JAK-STAT signaling promotes hair growth”. Secondo gli studiosi, inibendo una famiglia di enzimi presenti all'interno dei follicoli piliferi, la struttura della pelle dalla quale nascono le cellule responsabili delle costruzione del pelo, che sono in uno stato dormiente, la crescita dei capelli viene ripristinata.

Attualmente gli esperimenti sono stati effettuati sui topi sui quali sono stati testati i farmaci che inibiscono la famiglia di enzimi della Janus Chinasi (JAK) che promuovono una rapida e robusta crescita di cappelli quando applicati direttamente sulla pelle. I ricercatori hanno prima rasato la schiena delle cavie e, successivamente, solo in una parte, hanno applicato il prodotto inibitore per 5 giorni consecutivi. Sono bastati 10 giorni per osservare una nuova e folta chioma unicamente nella zona trattata (come mostra l'immagine in copertina).

I farmaci utilizzati sono quelli attualmente commercializzati per il trattamento di alcune forme di malattie del sangue o per l'artrite reumatoide ed entrambi sono stati testati per la cura della psoriasi e dell'alopecia areata, una forma di alopecia responsabile della caduta dei capelli.

Quanto scoperto, come spiega la stessa autrice dello studio Angela M. Christiano, è solo un piccolo, ma importante, passo avanti nella ricerca della cura contro la perdita dei capelli.

Studi futuri testeranno il funzionamento di questi farmaci anche sulla cute delle persone con alopecia o altre forme di calvizie, per adesso i test sono stati effettuati solo su cavie o follicoli umani in provetta.