Le bevande dietetiche saranno meno caloriche dei rispettivi prodotti "basic", eppure per loro non manca un collegamento con le malattie cardiovascolari. A stabilire questa preoccupante associazione è stato uno studio basato sui dati dell'osservatorio del Women's Health Initiative (WHI), che ha preso in esame la situazione clinica di quasi 60.000 donne in età da menopausa, osservando una correlazione tra il consumo di bevande dietetiche – e dunque di dolcificanti artificiali – e le malattie cardiache. I risultati della ricerca sono stati esposti all'annuale incontro scientifico dell'American College of Cardiology a Washington. L'età media delle donne prese in esame è stata di 62,8 e nessuna di loro aveva sofferto in precedenza di malattie cardiovascolari. Dopo un periodo medio di osservazione di circa nove anni, l'8,5% delle donne che avevano consumato quotidianamente tra una e due bevande dietetiche al giorno (ossia 33-66 centilitri) è andato incontro ad ictus ischemico, infarto, insufficienza cardiaca congestizia, malattia arteriosa periferica o morte cardiovascolare. Percentuale che è scesa al 6,9% nelle donne che hanno bevuto 5-7 bevande a settimana, a 6,8% per consumi tra 1 e 4 bevande a settimana, e che è poi risalita al 7,2% tra coloro che hanno consumato tra zero e tre bevande dietetiche al mese. Ha spiegato il dottor Ankur Vyas, ricercatore della University of Iowa e coordinatore dello studio, che "i nostri risultati sono in linea e sviluppano studi precedenti che mostrano un'associazione tra bevande dietetiche e sindrome metabolica".

Si tratta tuttavia solo di un'associazione e non di una relazione causa-effetto. Lo stesso dottor Vyas ha chiarito che "non possiamo dire che le bevande dietetiche causare questi problemi". Sui dati presi in esame possono influire infatti altre variabili. Le donne che consumavano più due bevande dietetiche al giorno, infatti, erano in media più giovani, più inclini al vizio del fumo, in sovrappeso, ipertese e con una maggiore prevalenza di diabete. D'altro canto, il consumo di bevande dietetiche potrebbe rappresentare la reazione personale ad una dieta sbagliata. Stabilita la correlazione, dunque, diventa opportuno – osserva ancora il dottor Vyas – proseguire nello studio ed estendere il campione preso in esame.