Ricercatori britannici dell'Università di Cambridge e dello University College di Londra (UCL) hanno determinato che bere con moderazione protegge il cuore da determinate patologie cardiache. In base ai dati raccolti dagli studiosi, i bevitori moderati rischierebbero meno di finire in ospedale rispetto agli astemi e ai cosiddetti ‘grandi bevitori' per angina, attacco di cuore, ictus ischemico e insufficienza cardiaca. Per giungere a questa conclusione, il team di ricerca coordinato dal professor Harry Hemingway, docente di Epidemiologia clinica presso l'UCL, ha analizzato le cartelle cliniche elettroniche di 1,93 milioni di pazienti britannici adulti, tutti con un'età superiore ai trenta anni e coinvolti nel cosiddetto progetto CALIBER (ClinicAl research using LInked Bespoke studies and Electronic health Records). All'inizio dello studio nessuno dei partecipanti, in maggioranza donne (51 percento), era affetto da patologie cardiovascolari.

Per cercare di ottenere un risultato quanto più attendibile possibile, i ricercatori hanno separato i bevitori occasionali e abituali dagli ex-bevitori, inoltre hanno tenuto in considerazione tutta una serie di fattori di rischio normalmente associati alle patologie cardiovascolari. Nello studio di osservazione ne sono state valutate in tutto 12, tra le più diffuse e pericolose per la salute. Dai dati è emerso che durante il periodo di follow-up, durato 13 anni dal 1997 al 2010, circa 115 mila persone hanno subito un evento cardiaco, e nel gruppo dei bevitori moderati, cioè coloro che consumavano meno di 14 unità di alcol (112 grammi) a settimana, è stato osservato un rischio inferiore per specifiche patologie. Nei bevitori pesanti vi era invece un rischio maggiore di ictus, arresto cardiaco, insufficienza cardiaca e problemi ischemici legati la colesterolo.

Nonostante il dato ottenuto, trattandosi di un semplice studio di osservazione i ricercatori hanno sottolineato che non intendono incoraggiare le persone a iniziare a bere: “Questo perché ci sono modi probabilmente più sicuri e più efficaci per ridurre il rischio cardiovascolare, come aumentare l'attività fisica e smettere di fumare, che non incorrono in un aumento dei rischi provocati dall'alcol, come la dipendenza, le malattie del fegato e il cancro”. Il consulto col proprio medico, ad ogni modo, risulta fondamentale per approcciarsi al consumo di alcol, anche quello definito ‘responsabile'. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica British Medical Journal.

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