in foto: Listeria Monocytogenes

Può capitare che gli alimenti che acquistiamo al mercato o al supermercato siano contaminati dal batterio Listeria monocytogenes responsabile della malattia listeriosi, potenzialmente letale per i soggetti immunodepressi e per i neonati. Ma come fa questo batterio a contaminare i nostri alimenti? Quali sono i sintomi della malattia? E come si cura? Ecco cosa c'è da sapere sulla Listeria monocytogenes e sulla malattia di cui è causa, la listeriosi.

Cos'è la Listeria monocytogenes?

La Listeria monocytogenes è un batterio che si trova sia nel suolo che nelle acque e, per questo motivo, può facilmente entrare in contatto con ortaggi e verdure, così come può infettare gli animali attraverso la sua ingestione. Il microorganismo cresce in un range molto largo di temperature che arriva fino a 45 gradi e, per questo, gli alimenti che sono a rischio contaminazione devono essere portati ad alte temperature alle quali il batterio non sopravvive.

Alimenti e contaminazione.

Il batterio può proliferare in moltissimi alimenti, in generale crudi, come carni o verdure, ma anche cibi trasformati, come ad esempio il formaggio molle, o le carni delle gastronomie. Sono a rischio anche i cibi preparati, hot dog e hamburger, ma anche salumi, burro e prodotti lattiero-caseari che non sono stati realizzati con latte pastorizzato, che cioè ha subito un processo di risanamento termico grazie al quale si riduce il numero di microorganismi patogeni.

Sintomi.

Per essere infettati bastano 100 cellule batteriche in un grammo di alimento, il che ci fa capire quanto sia facile ammalarsi. La listeriosi si presenta in due forme, la prima diarroica che è più simile alle intossicazioni alimentari comuni e si manifesta nel giro di poche ore, la seconda è invece invasiva e sistemica, comporta meningite, encefalite e setticemia e compare anche 30/90 giorni dopo l'ingestione. I sintomi variano da quelli iniziali, nausea, febbre, diarrea e dolori muscolari, a quelli più invasivi, emicranie, irrigidimento del collo, convulsioni e confusione.

Soggetti a rischio.

Chiunque può essere colpito, ma per i soggetti immunodepressi, malati di cancro, di diabete o Aids, così come per gli anziani, i neonati e le donne in gravidanza, la listeriosi può essere molto pericolosa. Tra i neonati, ad esempio, il tasso di mortalità è elevato e, in caso di guarigione, la malattia potrebbe portare a danni neurologici a lungo termine.

Cura.

La Listeriosi in quanto di natura batterica si risolve con gli antibiotici, ma la cura migliore è la prevenzione. Si consiglia di completare sempre la cottura degli alimenti, di lavare con attenzione le verdure, di non fare entrare in contatto alimenti crudi con cotti ad esempio nel frigo, di pulire con cura le posate utilizzate per il consumo o la preparazione dei cibi crudi, e ancora evitare di consumare pietanze provenienti da gastronomia senza averle prima riscaldate ed evitare patè di carne fresca e non inscatolato.