Gli Stati Uniti hanno deciso: gli scimpanzé non saranno più utilizzato per i test. Francis Collins, direttore dei National Institutes of Health, ha spiegato che "oggi il loro impiego non è più così necessario". Tuttavia, ha ammesso lo stesso Collins, "La somiglianza degli scimpanzé con noi uomini li rende molto importanti per alcuni tipi di ricerche, ma richiede anche che ci siano motivazioni davvero importanti per usarli". Il limite è stato imposto esclusivamente alla ricerca finanziata con fondi pubblici, mentre i privati saranno ancora liberi di scegliere l'eventuale sperimentazione su questi primati che con noi condividono il 98% del patrimonio genetico.

L'uso dello scimpanzé per fini scientifici si era ridotto negli ultimi anni per ostacoli significativi imposti dai movimenti ambientalisti. Il trasporto degli animali dai luoghi di origine a quelli della ricerca impone necessariamente l'uso degli aerei e le compagnie disposte ad incaricarsi dei collegamenti si sono ormai ridotte significativamente. Boicottaggi e campagne pubblicitarie lesive dell'immagine delle aziende aeree hanno spesso convinto i diversi vettori a rinunciare al trasporto. Tra le compagnie più importanti si può annoverare oggi solo lo China Eastern, che trasporta gli scimpanzé dalla Cina a Nuovo Messico e Texas.

Gli Stati Uniti sono l'unico paese tra quelli economicamente sviluppati ad usare i grandi primati per la ricerca scientifica. In Europa vige invece la normativa secondo cui è possibile effettuare sperimentazioni su scimmie meno evolute. L'annuncio di Collins è dunque piaciuto alla maggior parte degli animalisti, anche se resta una profonda amarezza per il laissez faire garantito ai privati. Sentimenti che, del resto, possono essere espressi anche con l'apporto dei numeri: a seguito della decisione del governo, saranno liberati 310 scimpanzé, mentre altri 50 resteranno nei laboratori per ricerche ritenute di particolare importanza. Ma si ritiene che siano ben 500 gli esemplari impiegati dal settore privato.

In 310 attendono la libertà, anche se, considerato il lungo periodo di cattività, si tratterà sempre di una libertà limitata ad una riserva. Ed ecco subito l'allarme: i fondi stanziati nel 2000 per i santuari di animali sono ormai prossimi ad esaurirsi. Una volta garantita la vita a questi esemplari, che vita sarà?