Per ridurre il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, i medici consigliano di pedalare. Questo è il risultato della ricerca effettuata dagli scienziati della University of Southern Denmark che, attraverso uno studio di coorte durato 5 anni, hanno riscontrato gli effetti positivi dell'andare in bicicletta in relazione al diabete di tipo 2. Lo studio, intitolato “Associations between Recreational and Commuter Cycling, Changes in Cycling, and Type 2 Diabetes Risk: A Cohort Study of Danish Men and Women”, è stato pubblicato su PLOS ONE.

Per giungere a questa conclusione, gli scienziati hanno chiesto la collaborazione di 24.623 donne e 27.890 uomini danesi tra i 50 e i 65 anni. I partecipanti hanno dovuto rispondere ad una serie di questionari relativi alle loro abitudini ciclistiche e, dai dati raccolti, sia all'inizio dello studio che cinque anni più tardi, è emerso che i ciclisti abituali avevano il 20% di probabilità in meno di sviluppare il diabete di tipo 2 rispetto ai non ciclisti. Nello specifico, questa percentuale corrisponde a 2,5 ore di pedalata a settimana. Ovviamente all'interno dell'analisi sono state incluse e calcolate altre variabili come la dieta, il consumo di alcol, il vizio del fumo o l'attività fisica diversa dal ciclismo.

Quanto scoperto è interessante perché implica un tipo di attività fisica che volendo possiamo svolgere tutti i giorni senza fatica, come spiega il Dottor Rasmussen infatti, andare in bicicletta non implica grossi sforzi fisici o organizzativi, ma ha tutti i vantaggi dell'andare in palestra. E non è tutto. Considerando il campione preso in esame infatti, risulta evidente che non è mai troppo tardi per ridurre il rischio di sviluppare questo tipo di malattia metabolica che può rendere molto difficile la nostro quotidianità.

Resta da chiarire cosa dell'andare in bicicletta permetta di essere più salute, per questo però dovremo aspettare ulteriori studi.

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