Avete presente le pieghe tipiche del nostro cervello? Quelle che lo fanno somigliare ad una noce per intenderci. Secondo i ricercatori della NewCastle University la loro elasticità potrebbe essere un valido sintomo dei rischi dell'età e delle probabilità di sviluppare malattie come l'Alzheimer. Lo studio, intitolato “Universality in human cortical folding in health and disease” e pubblicato su PNAS, mostrerebbe i segni degli anni che passano a livello cerebrale, in pratica le rughe del nostro cervello.

I ricercatori hanno osservato i cambiamenti della tensione nella corteccia cerebrale, lo strato più esterno del telencefalo, e hanno notato che si riduce con il passare degli anni: l'effetto inoltre è amplificato nelle persone che soffrono di Alzheimer. Quanto scoperto getta nuova luce sui meccanismi che riguardano il nostro cervello e un giorno potrebbe essere utilizzato per diagnosticare più precocemente lo sviluppo di alcune malattie legate al cervello.

“Una delle caratteristiche tipiche del cervello dei mammiferi sono le scanalature e le pieghe che percorrono tutta la superficie, ma fino ad ora nessuno era stato in grado di misurare adeguatamente queste pieghe” spiega il dottor Yujiang Wang, autore dello studio. Mappando le pieghe del cervello di circa 1.000 persone, però, i ricercatori hanno potuto scoprire come la tensione all'interno della corteggia sia un indicatore dell'età, poiché decresce con il passare del tempo, e del maggior rischio di Alzheimer, poiché questa riduzione è visibile nei pazienti già tempo prima rispetto ai soggetti sani.

Perché diciamo che hanno il cervello ha le rughe? Il paragone nasce dal fatto che questo cambio di tensione è simile a quello che avviene nella pelle e che porta appunto alla formazione delle rughe. E non finisce qui. Gli studiosi hanno scoperto che questa tensione di cui parlano si comporta ugualmente nei cervelli di maschi e femmine.

[Foto di NewCastle University]