Un quadro preoccupante viene tratteggiato a Milano in occasione del World allergy asthma congress. La European academy of allergy and clinical immunology ha infatti segnalato un aumento vertiginoso delle allergie alimentare negli ultimi dieci anni. Le ammissioni in ospedale per reazioni allergiche alimentari sono aumentate di sette volte in un decennio, mentre, nello stesso periodo, il numero di persone allergiche a determinati alimenti è salito a 17 milioni di persone. Dieci anni fa se ne contavano 9 milioni, quasi la metà. Parte importante di questi numeri è costituita da bambini (3,5 milioni), confermando un trend non accenna a diminuire.

Per quanto riguarda il nostro paese, i pazienti affetti da allergie alimentari sono 2 milioni, di cui 570mila minorenni. La diffusione del problema ha posto l'urgenza di Linee guida – prontamente redatte dagli addetti ai lavori – affinché genitori, educatori e ristoratori vengano istruiti sulla materia. Maria Antonietta Muraro, responsabile del Centro regionale per lo studio e la cura delle allergie a Padova, ha spiegato ad esempio che "è vero che l'allattamento al seno fino al quarto o sesto mese ha un effetto di prevenzione, ma non sembra utile per la donna in attesa o che allatta evitare determinati alimenti. In gravidanza si può seguire una dieta normale".