Arriva l’estate e molti italiani si affrettano a smaltire i chilogrammi di troppo accumulati nei mesi freddi dell’anno. Con un po’ di allenamento, in palestra o all’aria aperta, tanti riusciranno a rimettersi in forma, così da poter andare al mare e mostrare un corpo, se non perfetto, almeno privo del classico “addome rilassato”. Ma attenzione perché, sebbene riuscirete a far sparire quella che in tanti chiamano ironicamente “tartaruga rovesciata”, è probabile siate affetti dalla sindrome metabolica, un problema che riguarda ormai un italiano su tre: circa 15 milioni di adulti. A lanciare l’allarme, nel corso della Giornata Nazionale della Medicina Interna sulla sindrome metabolica e i fattori di rischio cardiovascolari, tenutasi lo scorso 7 giugno, sono stati i medici della Società italiana di medicina interna (Simi) e la Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti (Fadoi), in collaborazione con la Croce Rossa Italiana.

Rischio ictus e infarto aumenta del 50% . La sindrome, che si sta pericolosamente diffondendo anche fra i bambini e gli adolescenti sempre più cicciottelli, è una vera bomba a orologeria: la probabilità di eventi cardiovascolari come infarti e ictus aumenta infatti del 50%. "La sindrome metabolica – ha spiegato Gino Roberto Corazza, medico presso la Clinica del Policlinico San Matteo dell'Università di Pavia, nonché presidente della Società italiana di medicina interna (Simi) – è una condizione che vediamo essere sempre più presente nella popolazione, caratterizzata dalla coesistenza nella stessa persona di più condizioni o fattori di rischio che aumentano molto il pericolo di andare incontro a malattie cardiovascolari e diabete. I cinque parametri di cui tenere conto possono essere ciascuno anche solo leggermente fuori dai limiti: la loro compresenza, tuttavia, incrementa considerevolmente il rischio complessivo del paziente e favorisce la formazione di placche aterosclerotiche nelle arterie più importanti, dalle coronarie cardiache alle carotidi che portano sangue al cervello".

Chi ha la pancetta nasconde una sindrome metabolica. "La misura del girovita – sottolinea Corazza – è il mezzo più semplice e immediato per accorgersi se si è ad alto rischio di avere la sindrome: chi ha la pancetta molto spesso nasconde una sindrome metabolica ed è opportuno che controlli anche gli altri parametri per arrivare a una diagnosi chiara”. I medici consigliano di verificare periodicamente la misura del proprio girovita, così da evitare di superare i “limiti di guardia” fissati in 102 centimetri per gli uomini e 88 centimetri per le donne: oltrepassati questi valori la probabilità di avere una sindrome metabolica aumenta esponenzialmente, e dunque sarebbe opportuno rivolgersi ad uno specialista che ci aiuti a mettere in atto delle modifiche nello stile di vita.

Il decalogo anti-sindrome metabolica:
1) Seguire una alimentazione sana secondo la tradizione della dieta mediterranea.
2) Consumare spesso alimenti di origine vegetale: legumi, verdure e frutta.
3) Ricordare che alcuni alimenti come la pasta, il riso, il pesce, i vegetali e i legumi sono chiamati “amici del cuore”, perché quasi privi di grasso e colesterolo.
4) Moderare l’assunzione di cibi grassi.
5) Per condire le pietanze scegli di preferenza l’olio extra-vergine di oliva e usa poco sale.
6) Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, anche durante i pasti e limitare il consumo di bevande gassate e zuccherate. Assumere le bevande alcoliche solo ai pasti e con moderazione.
7) Distribuire le calorie giornaliere in 5 pasti: colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena. Mangiare lentamente e con tranquillità, gustando i tuoi pasti.
8) Svolgere ogni giorno un po’ di attività fisica: 30 minuti di cammino a passo svelto consentono di mantenere una forma fisica ottimale; 60 minuti aiutano a perdere i chili di troppo.
9) Sfruttare ogni occasione per muoversi: passeggiare il più possibile, andare a fare la spesa o accompagnare i figli a scuola a piedi, preferire le scale all’ascensore.
10) Non fumare.